Sui fondali dell'isola Gallinara, il ritrovamento della più grande nave dell'antichità e l'archeologia si fa sottomarina

Albenga o Albingaunum, fu una città romana fiorente. Per gli archeologi Albenga è terra di interrogativi e risposte sorprendenti. Fu un ritrovamento straordinario quello avvenuto nel 1950 sui fondali della Gallinara, della nave "Artiglio" del primo sec. a.C.. La più grande nave da trasporto romana conosciuta a tutt'oggi nel Mediterraneo, con un carico superiore alle 10.000 anfore. Contenevano vino proveniente dalla Campania destinato ai mercati della Francia meridionale e della Spagna. Oggi il Museo navale di Albenga espone queste anfore secondo la disposizione originaria del carico, mentre altri reperti provengono dal relitto della nave romana di Diano Marina.

Vicino al Museo, Palazzo Oddo ospita la mostra permanente Magiche Trasparenze con i reperti degli scavi nelle necropoli di Albenga tra i quali è presente un pezzo unico al mondo, il Piatto Blu. La qualità e la precisione dell'opera di cui neanche un orafo sarebbe capace, fanno pensare ad un grande artista che probabilmente apprese il mestiere nella migliore scuola dell'epoca: Alessandria d'Egitto.
Il Museo civico Ingauno, che ha sede nella trecentesca Torre Comunale, si è progressivamente arricchito con i materiali provenienti da scavi archeologici della città e dei dintorni.