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Villa Garnier a Bordighera, amata da Claude Monet

A testimonianza dell'ospitalità e del cosmopolitismo dei visitatori rimane, nei manoscritti del figlio di Charles Garnier, Christian, un interessante documento dove compare la frase: "Per visitare il giardino della villa Garnier suonare alla seconda porta" tradotta in trentanove lingue diverse, fra le quali giavanese, siamese, sanscrito, malese, armeno, ebreo e cinese.

Fra la lussureggiante vegetazione del parco si annoveravano diversi esemplari di olivipalme dattilifere che infondevano alla zona un carattere orientale, mentre le opunzie, i fichi, i limoni, le nespole e le piante grasse contribuivano ad accentuare il carattere mediterraneo.

Edmondo De Amicis definì questo giardino "la reggia delle palme". Mentre Claude Monet, che soggiornò a Bordighera nel 1884, cercava ispirazione tra palme e agrumi confessando «Vorrei fare degli aranci e dei limoni che si stagliano contro il mare azzurro».

Inizialmente il parco della villa aveva dimensioni molto estese e si dice ospitasse ben 600 specie diverse di alberi divise fra le terrazze create da Garnier. Ad oggi la dimensione del verde è diminuita sensibilmente ma in esso è stato ricreato fedelmente l'aspetto originale di gran parte del verde. Sono presenti attualmente dieci diversi tipi di palme, e numerosi alberi secolari come un esemplare di Nolina Longofolia.

Nel giardino il visitatore rimarrà sorpreso nel trovare una colonna del Palazzo delle Tuilleries di Parigi, probabilmente portato in dono dagli amici a Garnier, grande estimatore di questa costruzione e incaricato, suo malgrado, della demolizione.

 

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