A Chiavari, serre, spezie e camelie: uno scrigno di cultura da scoprire

Chiavari significa "Chiave delle Valli". Già nel nome la città capoluogo del Tigullio conferma il suo rapporto con il territorio. Ma è visitando lo splendido parco botanico di Villa Rocca, realizzato intorno al 1908 alle spalle del Palazzo Rocca, che ci si rende conto del "valore" che i chiavaresi danno alla natura.

Il parco è diviso in diverse aree: il lecceto, le conifere, il camelieto, il palmeto, le piante grasse, il roseto, i bambù, le serre monumentali con le orchidee. Il giardino è arricchito con giochi di grotte, laghetti e ponticelli. La storia del parco botanico si lega a quella della famiglia Rocca, emigrata in Argentina dove si arricchì grazie alle attività commerciali, acquistò il Palazzo nel 1903. Il giardino, ricco di specie rare e pregiate portate dal Sudamerica, si sviluppa in verticale su diverse altezze, offrendo durante il percorso differenti punti di vista sulla città e il mare. La prima tappa del percorso è alle serre perfettamente restaurate secondo i disegni originali.

Una di queste è conosciuta come "la bananiera" per la sua caratteristica destinazione d'uso, ancora oggi in voga: la costruzione si sviluppa in altezza per seguire la conformazione della pianta stessa. Interessanti giochi d'acqua che animano una grotta artificiale, un Tempietto detto della "Musica", recentemente restaurato, e la "Villetta del Te".
Il Palazzo, una volta dimora privata della famiglia Rocca, ospita oggi al suo interno la Galleria Civica d’Arte.