Ama la sua montagna più di ogni cosa, la assorbe, la plasma, la modella a sua immagine e somiglianza.

Colore rubino, compatto, ricco di materia, al naso si ergono note fruttate e vagamente vegetali, richiami di sottobosco e spezie all'unisono ne caratterizzano il tratto.

Sorso vigoroso, vibrante, polposo e profondo con chiusura asciutta e di grande personalità.

Vino di colore rosso intenso con orli violacei da giovane, si fa rubino carico con riflessi granati affinandosi. Odore vinoso, e fragrante da giovane; se affinato diventa ampio, fine e persistente, con sentori di ciliegia matura, mora e violetta. 
Quando invecchiato, prevalgono sentori di resine boschive e legno fresco di castagno. Il sapore è asciutto e tannico da giovane, si fa asciutto, caldo, sapido ma con buona morbidezza, di buon corpo, con lieve vena tannica, con fondo piacevolmente amarognolo se giustamente affinato. È prevista la tipologia Sciacchetrà.
Alcolicità: 11 - 13,5%; 

Servirlo e conservarlo

Viene servito a una temperatura di 16-17°C se giovane, 18-19°C se superiore od affinato, in bicchieri a calice con stelo medio. Dà il meglio di sé invecchiato due o tre anni. Deve essere conservato in posizione coricata negli scomparti dei vini rossi della cantina, a una temperatura costante tra i 10 e i 14 gradi.


L'abbinamento perfetto

Vino rosso asciutto, adatto ad accompagnare se giovane, agnolotti al sugo di carne, polenta con salsiccia e spezzatino di maiale; se superiore e affinato si abbina al piccione ripieno, coniglio in umido e al vino rosso, coniglio in porchetta, stecchi (spiedini di carni e funghi), colombacci alla pancetta, formaggi teneri.
I sapori e gli aromi dei vari cibi sono evidenziati ed armonizzati dall'ottimo equlibrio e carattere del vino, risultando un connubio ideale.


Il Vitigno

Dolcetto Le prime notizie della sua coltivazione risalgono alla fine del 1700 ed indicano la sua provenienza dalla zona del Monferrato, da cui si è poi diffuso in Liguria. Il nome deriva dalla caratteristica dolcezza della bacca. Foglia di media grandezza, pentagonale, un po' più larga che lunga, per lo più quinquelobata. Grappolo medio grande, abbastanza spargolo, piramidale piuttosto lungo, alato con una o due ali. Acini di forma arrotondata e di diversa dimensione nello stesso grappolo. Buccia molto pruinosa e sottile, polpa succosa e di sapore dolce. DOC Ormeasco di Pornassio Storicamente l'insediamento dell'Ormeasco è attribuito ai marchesi Clavesana (secolo XIV) nella località Ormea (ai confini con la Valle Arroscia) da cui prende il nome e da dove si sarebbe espanso in Piemonte con il sinonimo di "Dolcetto". Secondo altri, invece, è proveniente dal Piemonte e si sarebbe diversificato nel tempo come clone dello stesso "Dolcetto" espandendosi in Liguria. Oggi presente in tutta la Valle Arroscia e parzialmente in Valle Argentina, si è ben adattato sino ad esprimersi pregevolmente nelle vigne soprattutto della fascia sub-alpina (400-800 s.l.m.).

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