Profondo e istintivo ma nello stesso tempo irrazionale, vive in totale simbiosi con il suo territorio. Come in un amore totale, senza vie di uscita.

Dalle delicate tonalità rubino con riflessi granato, richiami olfattivi vagamente speziati, di macchia mediterranea, piccoli frutti rossi impreziositi da note balsamiche, iodate e resinose che aprono ad un sorso voluttuoso, profondo e carnoso ma al tempo stesso agile e sapidamente mediterraneo.

Vino rosso asciutto. Colore rosso rubino intenso con lievi riflessi violacei da giovane, si fa rosso rubino con tonalità granata sui 3 - 4 anni. Se troppo affinato o vecchio tende al granato scarico con orlo giallognolo; odore vinoso ma fruttato e fragrante da giovane, si fa ampio, persistente, con sentori delicati di fragola di bosco e di rosa lievemente appassita. Quando è all'apice diventa etereo, con lievi sentori di resine boschive e di piante aromatiche; sapore asciutto con lievissima vena tannica da giovane, si fa morbido, sapido, leggermente caldo, continuo, vellutato con piacevole e tipico fondo amarognolo, quando è giustamente affinato. Da vecchio si fa sottile, magro, piatto con netto fondo amarognolo. Alcolicità: 12 - 14%; acidità totale: 4,5 - 6 per mille.


Servirlo e conservarlo

Viene servito ad una temperatura di 18°C, in bicchieri a calice leggermente panciuti con stelo medio.
Dà il meglio di sé nel periodo che va da 1 a 3 anni.
L'invecchiamento è previsto solo per il Dolceacqua Superiore che, obbligatoriamente, non può essere immesso sul mercato prima del 1° novembre dell'anno successivo a quello della vendemmia.
Deve essere conservato in posizione coricata, negli scomparti dei vini rossi della cantina ad una temperatura costante tra i 10° e i 14°C.

L'abbinamento perfetto

Vino rosso asciutto adatto ad accompagnare portate di buon impegno come il coniglio alle erbette, lo stufato di capra con fagioli, piccione ripieno, tordi al ginepro, formaggette dell'alta val Nervia, anatra al vino rosso, capretto in umido e altri piatti della cucina italiana ed estera.


Colore rosso rubino chiaro. Odore ampio, intenso, persistente, fine, fruttato, con sentori di rosa, fragola, lampone uniti a una tenue vinosità. Il sapore risulta asciutto, sapido ma discretamente morbido, piacevolmente caldo, di equilibrata struttura, continuo, con tipico fondo amarognolo.
Alcolicità minima: 11%.

Servirlo e conservarlo

È consigliabile servirlo ad una temperatura di 16°-17°C, in bicchieri a calice con stelo medio.
In cantina, le bottiglie vengono poste in posizione coricata, nei ripiani adibiti ai vini rossi. Il tempo ottimale per il consumo è da uno a due anni, a seconda dell'annata.

L'abbinamento perfetto

Vino rosso secco adatto ad accompagnare primi piatti come i ravioli alla genovese, trenette (fettuccine) e risotti al ragù di carne, cannelloni e portate come la cima genovese, la vitella con funghi e molti altri piatti della cucina regionale italiana.


Il Vitigno

Il vitigno Rossese è coltivato all'estremo della provincia (Dolceacqua e comuni limitrofi) e affonda la sua presenza sul territorio in antiche origini, già il Gallesio ricorda un uva nera chiamata "Rossese di Dolceacqua". A Napoleone Buonaparte, nel castello dei Doria, fu offerto il vino locale "rossese" e tanto lo apprezzò che ordinò una spedizione di barili alla sede Imperiale a Parigi.

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