Caratterizzato da una terra di elezione unica che lo domina, induce sentimenti impetuosi, sino al totale trasporto dei sensi.

La sua livrea paglierino intenso trascina un tipico profumo di pesca, di erbe officinali, iodio e resine boschive, sino a straripare in bocca con un sorso pieno, appagante, rinfrescante e di profonda infinita sapidità.

Vino bianco secco. Colore da giallo paglierino scarico a giallo paglierino con riflessi tendenti al dorato. Odore ampio, fruttato, fragrante, persistente, con netti sentori di pesca matura e miele, fiori freschi di campo e salvia sclarea, lievi sentori di muschio e resine boschive; sapore secco ma morbido, delicatamente caldo, sapido, di buon corpo (a volte grasso e polputo), di ottima persistenza e con piacevole fondo amarognolo che ricorda il seme della pesca e il miele amaro.
Alcolicità: 11 - 13,5%;.


Servirlo e conservarlo

Viene servito ad una temperatura di 10°C, in bicchieri a calice di media grandezza e con stelo alto. Dà il meglio di sé nel primo anno di vita.
Deve essere conservato in posizione coricata negli scompartimenti più bassi della cantina ad una temperatura costante tra gli 11 e i 14°C.


L'abbinamento perfetto

Vino bianco secco adatto ad accompagnare una vasta serie di portate come reginette con maggiorana e uova, schiacciata con cipolle, ravioli di magro e corzetti stampati conditi con burro, maggiorana e salvia, risotto alla salsa di gamberi, orata al forno con timo e salvia, scampi con salsa di scalogno e altri piatti della cucina nazionale ed estera.


Il Vitigno

Dal dialetto pigau o dal latino picatus (macchiato) per la caratteristica macchiettatura rugginosa epidermica sull'acino, confuso forse in precedenza con il rassomigliante Vermentino, del Pigato si trova traccia, anche qui, nel bollettino "Ampelografico" (citato dell'anno 1883 come "pigà"). Riferito originariamente nella zona delle alture di Ceriale e Campochiesa (SV), pare abbia sostituito nel tempo il vitigno Vermentino, più soggetto a marciumi del grappolo. Si è esteso poi, in tempi abbastanza recenti, nelle zone limitrofe ed in particolare nell'Albenganese e poi ad Ortovero; nella provincia di Imperia nella bassa Valle Arroscia ove trova predilezione nel comune di Ranzo e in seguito in tutto l'imperiese sino ai confini con la Francia.

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