Sulle tracce del Rossese di Dolceaqua, un itinerario tra arte, storia, cultura e gastronomia alla scoperta di un territorio magico e sensazionale

Là tra colline scoscese, terrazze, vigneti e ulivi tra la Val Nervia e la Val Verbone e il profumo del mare si coltiva un’uva pregiata dalla quale si produce il prestigioso Rossese di Dolceacqua, il vino rosso principe della Liguria. Il Rossese vanta origini antichissime, la sua origine deriva dal tibouren, vite portata in Provenza dai Greci durante l’espansione nel mediterraneo e successivamente trapiantata nell’imperiese dove a Dolceacqua ha trovato un habitat unico e favorevole.
Il vino di color rosso rubino ha un aroma fruttato, speziato e floreale con note che ricordano i profumi violetta, rosa secca e pepe. Questo nettare degli dei conquistò anche Napoleone Bonaparte, che ordinò una spedizione di barili alla sede Imperiale a Parigi.
Un vino che raccoglie le tradizioni locali e si lega perfettamente con la gastronomia del territorio: coniglio alla ligure, lo stufato di capra con fagioli, piccione ripieno, tordi al ginepro, formaggette dell'alta val Nervia, anatra, capretto in umido e piatti di pesce come il sublime brandcujun.

E allora con un calice di Rossese brindate e gustate questo territorio ricco di storia, scoprendo angoli incantevoli tra arte, cultura, natura e ottima cucina. 

 

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1. Perinaldo

Piccolo borgo medievale arroccato su una collina dove la vista sarà rapita dal verde e dall’argento degli uliveti secolari, dalle fasce di ginestre, mimose e vigneti che arrivano fino al mare. Qui ha sede un famoso Osservatorio Astronomico, in onore di Gian Domenico Cassini che nacque proprio a Perinaldo, dove è possibile fare osservazioni notturne in compagnia di un astronomo.
Siamo nella patria dell’Olio Extravergine di Oliva dop e del carciofo di Perinaldo, senza spine, tenero che cresce quasi come un ortaggio selvatico. A maggio la famosa Rassegna gastronomica del carciofo di Perinaldo e dell’olio extravergine di oliva taggiasca: nelle vie del borgo si tiene un mercatino del prodotto fresco ed è possibile degustarlo cucinato nelle ricette tradizionali.
Il borgo conserva uno dei centri storici più suggestivi e meglio conservati dell'entroterra imperiese. Sulle facciate dei palazzi spiccano le meridiane. Da visitare la Chiesa parrocchiale di San Nicola da Bari, eretta nel 1489, che conserva al suo interno un crocifisso ligneo del XV secolo e uno degli organi più belli dell'entroterra ponentino del 1829.

Porto Venere

2. Apricale

Un paesino medievale, tra i più bei borghi d’Italia, a soli 13 km dalla Riviera dei Fiori. Il suo nome significa “esposto al sole”. Non a caso il Castello della Lucertola, l’antica fortezza, costruita nel X secolo, deve il suo nome al rettile amante del sole.

Apricale è un borgo frequentato e amato dagli artisti, soprattutto da pittori, che hanno dipinto una cinquantina di murales sulle facciate delle case. Se guardate bene il campanile della Chiesa scoprirete una bicicletta rivolta verso l'alto, un’installazione di arte contemporanea.

Ad Apricale è possibile degustare alcune specialità della zona come la sardenaira una specie di pizza cotta al forno e ricoperta da pomodoro e sardine, lo stoccafisso brandacujùn, le pansarole, frittelle dolci che vengono servite insieme allo zabaione caldo e infine le cubaite, dolce di miele e nocciole.

Tellaro

3. Dolceacqua

Dolceacqua cattura il vostro cuore e lascia un segno nei vostri ricordi. Siamo nella terra dell’olio Riviera Ligure dop, delle olive taggiasche e soprattutto del vino Rossese di Dolceacqua doc: tutte ragioni che valgono una visita e un soggiorno. 

Sarà l’atmosfera del medioevo, saranno le rovine del Castello dei Doria, arroccato in cima alla collina, lo scenografico ponte romano a schiena d’asino sul fiume Nervia, tutto sembra armonicamente disposto per accogliervi ed accompagnarvi alla sua scoperta.

Anche Claude Monet è stato stregato dalla malìa di questo luogo fissandolo in 4 tele. Ai piedi del Castello si trova una delle sedi dell’Enoteca Regionale della Liguria. Per assaporare le tipicità del luogo il 16 agosto c’è la Festa della Michetta: un piccolo dolce di pasta brioches a forma ovale. Altra specialità locale sono i barbagiuai: fagottini fritti, ottenuti con pasta dei ravioli e con purea di zucca bollita con aggiunta del formaggio piccante bruss (bruzzo).

 

Montemarcello