Noti e pregiati, questi fagioli borlotti, localmente detti lumè, hanno un particolare gusto pieno e sono buoni anche consumati semplicemente bolliti e conditi con olio.
Nella tradizione colturale di Pignone esistono due ecotipi con due distinti portamenti, rampicante (ad accrescimento indeterminato) e nano (ad accrescimento determinato), che si riconoscono dal diverso colore del seme: più scuro per il tipo rampicante, più rosso per quello nano.

I fagioli vengono seminati in pieno campo a partire dal mese di maggio fino a giugno. Nella tradizione locale, quelli destinati all'essiccazione per il consumo invernale sono seminati dopo San Giovanni, il 21 di giugno, in modo che non vengano cioè attaccati dagli afidi. Si possono raccogliere ancora verdi, man mano che il baccello raggiunge la maturazione, oppure farli essiccare parzialmente sulla pianta, raccogliendoli a fine agosto e facendo loro completare l'essiccazione sui terrazzi.

Il prodotto è conosciuto e apprezzato da un mercato abbastanza ristretto in quanto è coltivato da poche famiglie di Pignone con una lunga tradizione orticola, che si sono tramandate la semente durante gli anni. Citati fin dalla fine dell'800 in atti relativi a diatribe per l'utilizzo dell'acqua di irrigazione, i fagioli borlotti, come gli altri tipi di fagioli, sono strettamente legati alla storia e alle condizioni socio economiche del paese.
Il boom dei fagioli si è avuto negli anni 50 quando, ogni sera dalla piazza di Pignone, partivano tre camion con almeno 3 tonnellate di fagioli per i mercati di Milano, Modena e Genova.

Ricetta

Ingredienti
800 g di fagioli sgranati, 2 foglie di salvia, mezzo bicchiere di olio extra vergine d'oliva, sale, pepe nero, 1 cipolla, aceto.

Preparazione
lavare i fagioli e porli in una pentola con un bicchiere d'acqua e l'olio, la salvia il sale e il pepe. Farli cuocere per circa 40 minuti a recipiente coperto, rimestando ogni tanto. Scolarli e unirvi la cipolla tagliata fine.
Finire di condire con olio, aceto e sale.