Da una leggenda medioevale i croccanti e gustosi biscotti di Alassio

Di origine ponentina, questi croccanti biscotti, frastagliati sul dorso, nella forma ricordano delle S, dei serpentelli, delle biscette appunto. 
Un tempo facilmente reperibili per pochi soldi nelle pasticcerie e nei forni, ora sono un dolcetto casalingo, che caratterizza alcuni momenti di festa paesana. 
Famose sono le biscette di Solva, località nei pressi di Alassio, dove ogni anno, nel mese di marzo, in onore della Santissima Annunziata, vengono proposte per ricordare una leggenda medioevale. Si narra infatti che vipere e serpi invasero le spiagge e gli uliveti della zona. Gli abitanti terrorizzati fuggirono sulle alture dove viveva un eremita che con le sue preghiere riuscì ad allontanare i pericolosi rettili.

Ricetta

Ingredienti
300 grammi di farina, buccia di limone grattugiata, 1 cucchiaio di semi di finocchietto selvatico e/o di anice, 150 grammi di zucchero, lievito di birra, acqua quanto basta, olio extra vergine d'oliva.

Preparazione
Amalgamate tutti gli ingredienti e lavorateli fino ad ottenere un impasto morbido. Lasciate riposare. Poi versate l'olio in una padella e, quando questo sarà ben caldo, fate cadere dentro delle strisce di impasto. Il contatto con l'olio bollente non solo li cuocerà velocemente, ma darà loro una forma bizzarra che ricorda quella della biscia. In questo modo si affoga nell'olio la vipera della leggenda e si gusta il dolcetto.

Curiosità

Si narra che nell’antichità, il piccolo nucleo sull’immediata collina di Alassio, conosciuta come Surva, fosse infestata da una moltitudine di vipere, rendendo pericolosa e mortale l’attività contadina degli abitanti della frazione.

La vita era diventata talmente insostenibile che i capi famiglia, esasperati nel vedere i loro greggi, unica fonte di sostentamento, decimarsi colpiti dai morsi dei rettili che agivano tra i pascoli, avevano oramai perso le speranze al punto da considerare anche l’idea di abbandonare il luogo.

Gli anziani, formarono una delegazione, provando a chiedere aiuto e consiglio, ad un’eremita che si era ritirato in meditazione in zona monti. 
Lo stesso informo gli anziani che la presenza dei era dovuta a un castigo di Dio.
esso, disse a loro di erigere una Cappella, intitolata alla SS Annunziata, assieme a tutti gli abitanti raccogliersi in preghiera, a sua volta avrebbe intercesso con la SS Annunziata con le preghiere e canti  e Lei li avrebbe aiutati.
tornati alla case riunirono agli abitanti, informandoli delle parole che il monaco aveva detto, diedero via ai lavori per la costruzione, fecero tutto quello che egli era stato ordinato, come per incanto i rettili sparirono attorno alle colline della frazione.

Solva era in festa, le donne decisero di creare qualcosa che ricordasse questo evento, per ringraziare la SS Annunziata, con pochi ingredienti che avevano in casa, crearono un impasto, con gli utensili rudimentali, lo cucinarono sulle braci e così nacquero le odierne Biscette.
Gli stessi ingredienti e la loro metodologia di cottura (rigorosamente a mano), viene ancora utilizzata ai giorni nostri.

Il 25 marzo di ogni anno (festa della SS Annunziata), su a Solva si festeggia il santo patrono, ancora oggi per le vie del borgo, si sente il profumo uscire dalle case.
La Soams, detentrice della ricetta, a ricordo di questo avvenimento, sotto il piazzale della chiesa organizza una sagra in onore all’Annunziata, un tempo non lontano si faceva anche una processione, portando a spalle la statua lungo le vie del paese, ora essendo una statua antica la si può ammirare nella sua teca in chiesa.

Per preservare il dolce tipico il cda della Soams, negli anni scorsi ha depositato sia il marchio, gli ingredienti e la tipologia di cottura/lavorazione presso la camera di commercio di Savona.

Questo dolce si può mangiare su a Solva in occasione delle sagre, oppure alle manifestazioni che la Soams è invitata sia ad Alassio che in altre zone, soprattutto non si trova nelle pasticcerie.

Dolce apprezzato sia dagli alassini che dai turisti che soggiornano ad Alassio. Questa storia è stata scritta dallo storico di Alassio Antonio Carossino.

 

Documentazione fornita dal Comune di Alassio.

Si ringrazia il Comune di Alassio per la collaborazione