Un paesaggio con freschissime sorgenti. Dove Caproni ha trovato ispirazione e dove oggi affiorano nuove idee per rigenerarsi

Piccolo borgo circondato da un fitto bosco di querce e castagni, in alta val Trebbia. La natura qui è davvero una fonte rigenerante e le tante sorgenti d’acqua lo dimostrano. Non perdetevi le tredici fontane dalla caratteristica forma a colonna, con l’immagine della Madonna Addolorata, patrona del paese.

Una terra che è stata ispirazione poetica e letteraria, come celebrato nelle liriche del poeta Giorgio Caproni, uno tra i più grandi poeti italiani del 'novecento.

Scoprite il Bosco delle Fate, un castagneto dove ogni anno si svolge una festa tradizionale e dove troverete impianti sportivi di ottimo livello che si raggiunge con una stretta strada che parte dalla piazza del Comune. E le attività all’aperto continuano con emozionanti escursioni dal verde del fondovalle fino alle nude rocce delle cime più elevate come il monte Gifarco sulla cui cima è posta una spada nella Roccia: la leggenda narra che sia stata piantata lì da San Galgano il quale, di ritorno dalle crociate, volendo simboleggiare la fine dei combattimenti e il trionfo della cristianità, trasformò la spada in una croce affondandola magicamente nella roccia fino all’elsa.