Dolcedo, paese di ponti e frantoi

Un antico borgo immerso tra gli ulivi della Valle del Prino, dove si produce un olio extravergine tra i più pregiati

Sulle colline della Valle del Prino, lo sguardo spazia a perdita d’occhio sugli uliveti, perché qui nell’Imperiese l’olio extravergine di alta qualità è una cosa seria e Dolcedo non fa eccezione, anzi. Qui la tradizione olearia è un sapere che viene tramandato di padre in figlio. Dal Medio Evo ai giorni nostri è l'olio il filo conduttore dell'economia di Dolcedo, tanto da guadagnarsi, nel XIV secolo, l’appellativo di “conca d’oro”.

Un borgo medievale composto da otto borgate, ognuna con una sua storia antica: in mezzo il torrente e cinque ponti a unire le diverse frazioni, tra questi il bellissimo Ponte Grande, con la sua unica e magnifica arcata a sesto acuto.

Nel XVII secolo Dolcedo fu uno dei più importanti centri economici e culturali del Ponente, grandezza che riverbera nei suoi monumenti artistici e civili. Una passeggiata nel centro antico vi mostrerà segnali, piccoli e grandi, della sua antica grandezza: i raffinati loggiati dei palazzi e le case a schiera della Palazzata che si affacciano sul torrente Prino. Tangibile segno della ricchezza del Seicento è la chiesa barocca di San Tommaso, la più grande dell’intera valle, progettata dal Marvaldi e a cui il restauro ottocentesco ha donato pareti di un blu intenso su cui spiccano notevoli stucchi d’oro.

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