L’area archeologica, tra Liguria e Toscana, è una delle più vaste d’Italia

L’anfiteatro romano, il foro, nel cuore della Lunigiana: tanti elementi che rendono unica una visita all’antica città romana di Luni, che fu approdo naturale frequentato dagli Etruschi e dai Liguri, con il nome di Selene. Il luogo, come spesso accade ai siti archeologici ben curati e al centro di ricerche mai interrotte dall’Ottocento, è magico.
L’area archeologica di Luni è una delle più vaste dell’Italia e ha un aspetto piuttosto singolare anche per via di una serie di casali costruiti a partire dalla seconda metà dell’800 in seguito alla bonifica della piana. Negli anni si è cercato di valorizzare tutte le tracce dell’attività umana presenti nel sito dalla fondazione della colonia romana.

L’antica città di Luni si trova nella piana del fiume Magra, fu fondata nel 177 avanti Cristo a controllo della fertile piana e dei riottosi e indomiti Liguri Apuani, divenne poi importante nodo stradale e soprattutto porto d’imbarco del candido marmo delle Alpi Apuane.
Dal porto di Luni le grandi navi lapidarie trasportavano ad Ostia e in tutti gli scali mediterranei i preziosi blocchi di marmo bianco e venato di azzurro per la realizzazione dei monumenti pubblici e privati della capitale e dei centri delle province dell’impero. Nell’area, oltre al museo Archeologico Nazionale, sono da vedere la Casa dei Mosaici, il santuario della dea Luna, il Tempio di Diana, la Casa degli Affreschi, il Foro e l’anfiteatro di Luni.