i musei dell'olivo

In Liguria è possibile rivivere la millenaria storia dell’olivo e dei suoi preziosi frutti passo dopo passo, in emozionanti percorsi all’interno dei musei dedicati alla storia del più antico albero coltivato dall’uomo

Il Museo dell’olivo di Imperia Oneglia è dedicato alla pianta dell’olivo, alle sue antiche origini, alla sua coltivazione, alle tecniche, antiche e moderne, di lavorazione del suo prezioso frutto. In esso sono conservati oggetti di antico valore appartenenti in gran parte alla collezione della famiglia Carli.

Presso il Museo SommarivaLa civiltà dell’Olivo” ad Albenga, è possibile ammirare l'antico frantoio all'interno del quale il museo è in parte collocato e la raccolta dell'industriale oleario Nino Sommariva di antichi attrezzi agricoli legati alla produzione dell’olio, dipinti e fotografie. 

Ad Arnasco si trova il Museo dell’olivo e della civiltà contadina che ospita una collezione di più di 500 oggetti, tra cui un frantoio del 1976, testimonianze delle tradizioni legate alla coltivazione, raccolta e molitura delle olive sul territorio. 

Sede del Museo di Storia e Cultura Contadina è una villa del XVIII-XIX secolo della Val Polcevera nell'entroterra genovese. Sala per sala, il visitatore potrà scoprire la cultura contadina e il folklore ligure attraverso percorsi tematici.

Un complesso molitorio del XVII secolo, antichi attrezzi e macchinari per la produzione dell’olio perfettamente conservati accolgono i visitatori del Museo della Civiltà ContadinaCap. G. Pendola” di Rapallo.

Il Museo Etnografico di Ortonovo si trova all'interno di un frantoio del XVI secolo. Il percorso espositivo ricostruisce i cicli di produzione e lavorazione dell’olio, del vino e del grano attraverso oggetti della civiltà contadina del territorio spezzino. 

È dedicato allo scultore e "pattiere" Lazzaro Acquarone l'omonimo Museo di Lucinasco, organizzato in sezioni e luoghi diversi: una casa contadina dove è possibile consultare del materiale etnografico e un frantoio dove poter osservare oggetti legati allo sfruttamento del territorio con ricostruzioni di alcuni cicli di produzione e lavorazione dell’olio, del latte e delle castagne.

Negli spazi del Museo etnografico della Val Varatella sono state allestite 18 sezioni, che, attraverso l’esposizione della strumentazione d’epoca, illustrano, tra le altre, la coltivazione dell’olivo.

L’antico frantoio di Giobatta Panizzi a Badalucco sarebbe da visitare in due tempi: una nel periodo invernale, quando è possibile osservare il frantoio in funzione durante la spremitura e l’altra in tarda primavera o in estate quando, accompagnati dalla guida, gli ospiti possono rivivere la storia dell’olio e degli strumenti e visitare la parte dove è stato ricostruito un antico molino per le granaglie.

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