Una dimora aristocratica di grande valore architettonico dove mitologia, arte e cultura si uniscono per dar vita a un luogo fiabesco tutto da scoprire

C’era una volta un doge della repubblica di Genova che decise di costruire una bella casa, con un grande scalone, sale riccamente affrescate e portali intrisi di poesia. Come ogni fiaba che si rispetti anche in questa ci sono sale da ballo, abiti da festa e ospiti illustri. E si sa… “I sogni son desideri che diventano realtà”. Perciò siete pronti ad immergervi in un’atmosfera da favola?

In piazza Banchi, secolare punto di incontro dei mercati e dei banchieri della Repubblica genovese, sorge Palazzo Ambrogio di Negro, costruito tra il 1569 e il 1572 dal personaggio da cui il palazzo ha preso il nome, Ambrogio di Negro.

Una facciata dipinta accoglie i visitatori che appena girato l’angolo troveranno sul carrubeous rectus (l’odierna via San Luca) l’accesso all’atrio e al cortile interno.  

Uno scalone monumentale si affaccia con un loggiato su tre lati del cortile e conduce ai piani nobili. Attraverso un portale in marmo bianco e pietra nera si accede alle sale. Ogni entrata riporta un motto inciso in latino che rivela la cultura umanistica del padrone di casa Ambrogio Di Negro, doge, poeta e uomo di ingegno.

Il secondo piano nobile è riccamente decorato con affreschi di fine Cinquecento a soggetto mitologico attribuiti ad Andrea Semino e alla sua bottega. La sala principale ospita il grande affresco con "Il Ratto di Elena", circondato da riquadri con episodi della vita di Paride, mentre le due sale minori sono decorate con i cicli di Danae e del figlio Perseo.

Il palazzo è stato proprietà della famiglia Di Negro per oltre duecento anni come sede di importanti attività commerciali. Oggi ospita la Fondazione Edoardo Garrone.

 

Genova, Via San Luca 2