C’era una volta (e c’è ancora) il teatro Ariston

Culla di successi, arte e talenti, il teatro Ariston è simbolo di Sanremo fin dalla fondazione nel 1963 e dal 1977 ospita il Festival della Canzone italiana

Molto di ciò che oggi conosciamo e consideriamo nostro affonda le proprie radici in un passato lontano: nella Grecia classica germogliarono infatti i semi della cultura occidentale, che qui conobbe momenti altissimi d’arte, musica, letteratura e teatro. Nella tumultuosa, affascinante Grecia tutto sembrava tendere a un’ideale perfezione, che culminava nell’elezione dell’”ariston” – il migliore.

Questo il termine greco scelto nel 1963 come nome di un nuovo, spettacolare teatro sanremese, il migliore che si fosse mai visto. Sulla scia dell’entusiasmo imprenditoriale del padre, Aristide Vacchino avviò nel 1953 i lavori di costruzione di quello che sarebbe diventato un vero e proprio tempio dello spettacolo: il centro Ariston.

Nel 1957 il pubblico venne accolto nell’ “Ariston all’aperto”, vasta arena situata sul tetto dell’odierno teatro; il 1962 fu l’anno dell’“Ariston Mignon”, una sala decorata con bassorilievi in metallo e capace di ospitare 450 spettatori. Ma fu nel 1963 che l’Ariston che tutti conosciamo vide la luce: con ben 1960 posti tra platea e galleria e 16 palchi il nuovo cinema-teatro venne inaugurato il 31 maggio, presentandosi fin da subito come un complesso polifunzionale all’avanguardia e campione indiscusso di eleganza.

Famoso in tutto il mondo come cornice del Festival di Sanremo, il teatro Ariston ha visto alternarsi sul proprio palco i nomi più autorevoli della canzone italiana e internazionale fin dalla sua 27^ edizione nel 1977. Originariamente ospitato nel teatro del Casinò di Sanremo, il Festival è ormai una presenza consolidata all’Ariston che ogni anno a febbraio realizza i propositi del suo fondatore, mutandosi in un inno costante alla musica, all’arte e allo spirito sanremese.

Da oltre quarant’anni, l’Ariston scrive la propria storia in parallelo con quella del Festival: il 1978 fu l’anno dei liguri, con la vittoria del gruppo genovese dei Matia Bazar; nel 1986 per la prima volta una donna, Loretta Goggi, prese il timone del festival per condurlo verso nuove rotte; nel 2001 un altro festival tutto al femminile con la conduzione affidata a Raffaella Carrà e il trionfo di Elisa, giovanissima interprete e autrice insieme a Zucchero del brano “Luce”. Ulteriore giro di boa nel 2008 quando salì sul gradino più alto del podio una cantante straniera, l’argentina Lola Ponce, in coppia con Giò di Tonno. Ma cosa ci aspetta quest’anno?

Claudio Baglioni, direttore o, come è stato ironicamente definito dai colleghi, dittatore artistico della 68^edizione del Festival, ha anticipato uno spettacolo all’insegna dell’italianità e della grande musica; un’edizione in cui 20 big e 8 giovani daranno prova del loro talento con un’incredibile novità: abolite le eliminazioni, tutti i cantanti in gara potranno vivere l’intero festival ed esibirsi nella spettacolare serata finale.

Una vera festa per tutta la musica italiana.

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