Dal 25 ottobre 2019 al 23 febbraio 2020 Il Paesaggio Sacro Nordamericano, mostra personale di Douglas Beasley al Castello d’Albertis. Inaugurazione il 24 ottobre

Douglas Beasley ritorna al Castello D'Albertis dal 25 ottobre 2019 al 23 febbraio 2020 con la nuova mostra intitolata Il Paesaggio Sacro Nordamericano.
Inaugurazione il 24 ottobre alle 18 insieme ad Antonio Marazzi, antropologo.

Cosi come fra i soggetti delle foto donate, anche in questa mostra ritroviamo luoghi naturali, apparentemente disabitati: montagne, alberi, cieli, oppure il vento, temporali, luoghi di preghiera e di contatto con gli spiriti, pezzi di stoffa o bandiere annodati ai rami degli alberi (prayer strings).
Siamo nelle Black Hills e nelle Badlands nel Sud Dakota, le terre che hanno ospitato le battaglie più cruente delle guerre tra nativi e anglo-americani, vediamo il luogo di sepoltura di Red Cloud, il cimitero di Wounded Knee o ci troviamo dinnanzi a Bear Butte, la montagna riconosciuta sacra da più di 60 diversi gruppi indigeni, dove ancora oggi ci si reca per pregare, digiunare e ricevere e offrire doni e preghiere al Creatore.

Il tempo scorre, ma la capacità di Douglas Beasley di trasmettere la sensazione di questi luoghi, il loro spirito, piuttosto che semplicemente il loro aspetto, non cambia: assistiamo, come sempre, al suo sforzo di essere totalmente presente di fronte alle manifestazioni della natura come di fronte alle persone, e di vedere le relazioni attraverso la fotografia: connettersi con l'essenza di ciò che ci sta davanti ci stimola a creare l'immagine.

Quello che é cambiato invece é la duplice valenza di queste immagini.

Da una parte guardiamo con meraviglia questi luoghi considerati sacri dai Lakota (Sioux) e condividiamo la scelta di Beasley di onorare gli Indiani nordamericani fotografando quanto a loro è più sacro e quanto maggiormente esprime i loro valori e la loro spiritualità: un paesaggio che è sacro perché vi sono vissuti gli antenati, perché è stato consegnato loro dagli antenati e soprattutto perché rappresenta gli antenati stessi.

Dall'altra parte, siamo testimoni del suo desiderio di non voler documentare questi siti, ma di volerne rivelare il senso, nella speranza di condividere l'importanza di preservare questa terra per l'arricchimento spirituale delle generazioni a venire.
Non viene pertanto perpetrata l'immagine romantica e stereotipata dell'indiano buono e indomito che cavalca selvaggio attraverso le pianure nordamericane e che ormai appartiene a un nostro passato così come al loro.

ll fine settimana dopo l'inaugurazione della mostra, Beasley vi invita a partecipare a un workshop durante il quale offrirà la sua particolare visione della città di Genova.

 

Info
http://www.museidigenova.it/it/il-castello-dalbertis

 

 
 
 
 
 
Tags: