Itineario II: Imperia (Porto Maurizio), Montegrazie, Dolcedo, Molini di Prelà, Oneglia, Lucinasco, Chiusavecchia, Chiusanico, Ranzo, Pieve di Teco, Pornassio, Rezzo, Cenova

L’itinerario ci porta dalla costa di Imperia alla zona più interna delle Valli del Prino e d’Arroscia. A Imperia, sul Colle di Porto Maurizio, si può visitare la Basilica di San Maurizio e dei compagni martiri, edificio in stile neoclassico realizzato nel 1781 da Gaetano Cantoni. Sulla sommità del Parasio, orientato a sud-ovest, sorge il Monastero di Santa Chiara fondato dalle Clarisse nel 1365. Nella frazione di Piani si trova la chiesa di Nostra Signora Assunta, del X secolo.

Proseguendo all’interno verso la frazione di Montegrazie troviamo, in posizione panoramica, il Santuario di Nostra Signora di Montegrazie, edificato attorno al 1450 accanto ad un precedente edificio romanico. La tradizione vuole che la Madonna sia apparsa ad una pastorella sordomuta originaria di Moltedo, guarendola.

Lungo la SP41 l’itinerario prosegue nel comune di Dolcedo, dove merita una visita la chiesa di San Tommaso, di origini medievali, che assunse l’aspetto attuale dopo la ricostruzione del 1717-1738.

Proseguendo si arriva a Molini di Prelà, dove si trova la chiesa di San Giovanni Battista del XV secolo, che presenta un protiro risalente al XVI secolo, e la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, nella frazione di Valloria, eretta tra il XV ed il XVI secolo e rinnovata poi in forme barocche nella seconda metà del XVII secolo.

Ritornando su Imperia, parte da Oneglia la seconda parte dell’itinerario, verso la Val d’Arroscia: da Imperia Oneglia si imbocca la SS28 del Colle di Nava e giunti a Chiusavecchia si risale lungo la SP30 per raggiungere il comune di Lucinasco dove troviamo il Santuario di Santa Maria Maddalena, sorto nel XV secolo sul luogo di pellegrinaggio dei Disciplinati.

All’incrocio con la SS28 troviamo: il Santuario della Madonna dell’Uliveto di Chiusavecchia, eretto tra XIII e XIV secolo a seguito di un’apparizione tra le fronde di un ulivo della Vergine Maria ad alcuni contadini, ed il Santuario della Madonna della Visitazione di Chiusanico, fondato intorno al XVII secolo.

Continuando a percorrere la SS28 fino all’incrocio con la SP453 verso Albenga, si arriva al comune di Ranzo e alla sua chiesa di San Pantaleone, fondata nell’XI secolo ma che subì numerose modifiche tra il XIV e il XV secolo. Tornando verso Pieve di Teco, si segnala la chiesa di San Giovanni Battista riedificata in stile neoclassico, tra il 1782 e il 1806 e il Santuario della Madonna dei Fanghi, eretto intorno al XVII secolo per devozione ad un’immagine raffigurante la Visitazione.

Proseguendo si arriva a Pornassio con il Santuario di Nostra Signora del SS. Nome della seconda metà del XVIII secolo; sulla SP18 si può raggiungere Rezzo, con la chiesa di Nostra Signora Assunta, nella frazione di Cenova, del XV secolo e ricostruita fra il 1684 e il 1702 in stile barocco; il Santuario della Madonna della Neve nella frazione di Lavina, del XVIII secolo e il Santuario di Nostra Signora del Santo Sepolcro e di Maria Bambina, edificato nel XV secolo in stile romanico che conserva affreschi del pittore Pietro Guido da Ranzo ed una statua marmorea della Madonna con il Bambino del XVII secolo, opera dello scultore Filippo Parodi.