Itinerario VI: Pegli, Multedo, Sestri Ponente, Cornigliano, Rivarolo, Bolzaneto, Ceranesi, Mignanego

Lungo la striscia costiera che da Pegli arriva a Genova, troviamo un grande patrimonio di arte sacra conservata all’interno di importanti santuari. Il nostro itinerario parte da Pegli, dove si segnalano chiese, alcune di antica origine, come quelle dei Santi Martino e Benedetto (notizie dal 1140) e quella di Monte Oliveto a Multedo, altre sono sorte tra Ottocento e Novecento, come S. Maria Immacolata e San Marziano (costruita nel 1884), la cui grande cupola caratterizza il panorama del lungomare.

Nelle vicinanze merita particolare attenzione la vecchia chiesa di Nostra Signora Assunta e San Nicola, comunemente detta “il Chiesino”, che dà il nome all’omonima località e la cappella gentilizia dei Doria, dedicata a N.S. delle Grazie. Dirigendoci verso Genova, ecco la località di Multedo, posta tra Pegli e Sestri Ponente, dove si segnala la visita all’Oratorio dei SS. Nazario e Celso, che sorge sul sito della vecchia chiesa, all’incrocio con la via Antica Romana di Pegli, affrescato da L. Tavarone nel 1627.

Proseguendo in direzione centro troviamo Sestri Ponente, un tempo località balneare, ricca di edifici di culto: la Basilica di Nostra Signora Assunta, edificata nel XVII secolo e consacrata nel 1620, che è la chiesa principale del luogo; la chiesa della Natività di Maria SS. e San Nicola da Tolentino, costruita nel 1647, la chiesa di San Francesco d’Assisi, eretta tra il 1224 e il 1229 dai Frati Minori Conventuali è, molto probabilmente, la prima in assoluto in Italia dedicata al Santo al di fuori di Assisi, e la chiesa di San Giovanni Battista, il cui nucleo originario risale addirittura al VII secolo (sembra che la prima chiesa sia sorta tra il 680 e il 690); la chiesa della Santissima Annunziata della Costa, situata sulle alture, lungo la strada pedonale che porta al monte Gazzo. Non si possono dimenticare anche il Santuario di N.S. della Misericordia sul Monte Gazzo, dove, nel 1645, fu posta una grande croce alla quale la popolazione rivolgeva le preghiere e il Santuario o Eremo di Sant’Alberto, sorto nel 1216 ancor prima della canonizzazione del Santo, poi riedificato nel 1435.

Proseguendo verso Cornigliano, si suggerisce la visita all’Oratorio di Coronata, intitolato alla Confraternita del Gonfalone di S.M. Assunta. All’interno importanti opere di G. R. Badaracco e la statua della Madonna Incoronata (1647) portata in processione con un corredo di cappe in tela jeans.

Da qui continuando verso l’interno e seguendo il torrente Polcevera, si entra nella valle che prende lo stesso nome, e unisce appunto il Ponente Genovese alla Valle Scrivia. Il primo centro che si incontra è Rivarolo, dove vicino all’attuale ospedale, troviamo il Santuario di N.S. della Misericordia e più all’interno si segnala il Santuario di Nostra Signora del Garbo, ritenuto il più antico della Val Polcevera, già citato in documenti risalenti al 1365.

Proseguendo dopo Bolzaneto, in direzione di Ceranesi, troviamo il Santuario di Nostra Signora della Guardia, posto sulla cima del Monte Figogna che domina la Val Polcevera. Ricorda l’apparizione della Vergine al Beato Pareto il 29 agosto 1490.

Ritornando lungo il torrente Polcevera si giunge alla SP84 che porta al Passo dei Giovi dove troviamo un altro importante sito di devozione mariana: il Santuario di Nostra Signora della Vittoria nel comune di Mignanego, eretto nel 1625 per ricordare la salvezza che la Vergine offrì alle popolazioni locali quando l’esercito francese e dei Savoia stava per invadere la zona del Passo della Bocchetta.