Percorso rosso Arte
  1. Monte di pietà
    Istituito nel 1505 dopo una forte carestia per assistere i bisognosi e favorire l'economia del paese. Attivo fino al 1863
  2. Parrocchia S.Tommaso
    Costruita nel 1738 ad opera dell'Arch. Filippo Marvaldi, è la più ricca e vasta della valle, ospita iverse opere d'arte, una tela di Gregorio De Ferrari, una della scuola del Cambiaso, e nell'abside tele trribuite ai fratelli Carrega e la scultura in legno della Madonna del Rosario in stile piemontes
  3. Pallapugno / balun
    Sport tipico del ponente ligure e del cuneese, si gioca lungo un lungo corridoio di novanta metri con un muraglione laterale, i giocatori devono mandare un pallone di gomma dall'altra parte del campo, cercando di superare la squadra avversaria.
  4. Il Caruggiu Suttan
    Serie di edifici sul torrente Prino, con le case nobiliari e la torre. Al piano terra presenti botteghe con la caratteristica porta
  5. Il Ponte Grande
    Costruito in conci di pietra squadrata probabilmente nel 1292 per ordine dei Gerosolimitani
  6. Oratorio San Lorenzo
    Imponente, in stile barocco, ha un'alta facciata con due piccoli campanili. Viene aperto la Domenica delle Palme per una processione
  7. Torre campanaria del complesso convenutale iniziato nel 1648 ma mai ultimata.
  8. Giuseppe Carlo Airenti (1821 - 1882) Deputato dal 1853 e senatore del regno d'Italia dal 1875
Percorso giallo bambini
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ARTE: itinerario ROSSO

  1. Monte di Pietà
  2. Parrocchia di San Tommaso
  3. Pallapugno/Il Balun
  4. Caruggiu Suttan/Botteghe e il Ponte Grande
  5. Oratorio di San Lorenzo
  6. Campanile di San Domenico
  7. Monumento dedicato al Senatore G. Airenti 

BAMBINI: itinerario GIALLO

  1. Area giochi - Piazza Doria
  2. Area sportiva G.Ascheri (campo da calcio)
  3. Campo giochi - VIA Battaglione Pieve di Teco
  4. Pallapugno/Il Balun - via Ripalta

Sulle colline della Valle del Prino, lo sguardo spazia a perdita d’occhio sugli uliveti, perché qui nell’Imperiese l’olio extravergine di alta qualità è una cosa seria e Dolcedo non fa eccezione, anzi. Qui la tradizione olearia è un sapere che viene tramandato di padre in figlio. Dal Medio Evo ai giorni nostri è l'olio il filo conduttore dell'economia di Dolcedo, tanto da guadagnarsi, nel XIV secolo, l’appellativo di “conca d’oro”.

Un borgo medievale composto da otto borgate, ognuna con una sua storia antica: in mezzo il torrente e cinque ponti a unire le diverse frazioni, tra questi il bellissimo Ponte Grande, con la sua unica e magnifica arcata a sesto acuto.

Nel XVII secolo Dolcedo fu uno dei più importanti centri economici e culturali del Ponente, grandezza che riverbera nei suoi monumenti artistici e civili. Una passeggiata nel centro antico vi mostrerà segnali, piccoli e grandi, della sua antica grandezza: i raffinati loggiati dei palazzi e le case a schiera della Palazzata che si affacciano sul torrente Prino. Tangibile segno della ricchezza del Seicento è la chiesa barocca di San Tommaso, la più grande dell’intera valle, progettata dal Marvaldi e a cui il restauro ottocentesco ha donato pareti di un blu intenso su cui spiccano notevoli stucchi d’oro.

Scopri il comune con i percorsi colorati: Arte (rosso) e Bambini (giallo).