Percorso rosso Arte
  1. Luogo di partenza
    Partendo da Piazza Italia ove è presente Palazzo Doria attuale sede del Municipio. Si tratta di un edificio costruito nel corso del XVI secolo, tra il 1574 e il 1578, su commissione del conte Andrea Doria e della moglie Zenobia del Carretto che trasferì nel palazzo la sua residenza permanente. Il progetto é stato attribuito a Giovanni Ponzello (o Ponsello) di Caravonica (Imperia), architetto italiano attivo in Liguria, esponenete del manierismo ed allievo dell' architetto Galeazzo Alessi. A fianco del palazzo la Torre a base pentagonale, é stata eretta nel 1602 per difendere le mura di cinta e collegata, tramite un ballatoio , con il palazzo Doria. L'architettura severa del Palazzo è alleggerita da logge e da due terrazzi che sporgono sui lati maggiori. Un ampio scalone a larghi gradoni in pendenza conduce al piano nobile. Pare che la conformazione dello scalone derivasse dalla passione del Conte di salire a cavallo. Nel salone centrale è stato deposto un Mosaico romano, risalente al III secolo e proveniente dagli scavi archeologici della zona.
  1. Fontana Giovanna
    La splendida fontana cinquecentesca Fontana Giovanna originariamente era situata nel centro dell'attuale Viale delle Rimembranze (ex Via delle Fontane) attraverso la quale si accedeva e si accede al castello Doria. L'opera scultorea fu trasferita nel giardinetto attiguo a Palazzo Doria in prossimità della torre pentagonale. La fontana é stata realizzata in pietra del Finale, negli anni 1685-1687 da Taddeo Carlone, uno sultore e architetto italiano di scuola tardo manierista genovese.
  2. Fontana di Walter Valentini : Le Misure, Il Cielo
    Da Piazza Italia proseguendo per Via Doria – Via Riello si arriva in Corso Roma (passeggiata a mare Garrassini Garbarino) ove proseguendo a destra si arriva alla fontana "Le misure , il cielo" realizzata da : è un disco di bronzo di circa due metri e mezzo di diametro, solcato dalle costellazioni e dalle ellissi dei pianeti, con una specie di gnomone trasversale lucido che riflette in modo accecante la luce del sole, dando vita all’immagine di una meridiana universale. La scultura ha alla base otto piccoli getti d’acqua ossigenata, che appaiono bassi e bianchissimi . La scultura sembra nascere dall’acqua e dal mare, che si vede sullo sfondo, come la Venere del Botticelli. Walter Valentini nasce a Pergola (Pesaro) il 22 ottobre 1928, si forma tra Roma – dove è allievo, tra gli altri, di Consagra, Turcato e Cagli -, Milano – dove ha come maestri tre grandi protagonisti del razionalismo astratto, Luigi Veronesi, Max Huber e Albe Steiner, che lo influenzeranno profondamente – e Urbino -, dove frequenta la Scuola del Libro dell’Istituto di Belle Arti e si specializza in litografia con Carlo Ceci. Proprio a Urbino nascono l’interesse e la passione di Valentini per l’incisione, settore in cui si afferma per rigore tecnico e capacità di innovazione del linguaggio, tanto da essere oggi unanimemente considerato un maestro di valore internazionale. Walter Valentini si stabilisce definitivamente a Milano nel 1955. Per quindici anni svolge l’attività di grafico e di direttore creativo in due importanti agenzie di pubblicità, e continua, segretamente, a dipingere. L’artista lavora, negli ultimi trent’anni, a grandi cicli di opere (alcune di notevoli dimensioni), che enunciano, già nei titoli, l’interesse di Valentini per la rappresentazione ‘ideale’ dello spazio e del tempo: Le stanze del tempo; Il muro del tempo; La città del sole; La città ideale; Lo spazio, il tempo; Costellazione; La porta del cielo; La porta del tempo; La porta della luce; Le misure, il cielo; Sui muri del cielo; Accadimento stellare; Le pieghe del cielo; Solare. Gli elementi fondanti della poetica di Valentini sono, del resto, da subito evidenti: la cultura artistica del Rinascimento, fatta di armonia e di equilibrio; il senso dello spazio e delle proporzioni proprio dell’architettura; le ricerche astratte dei costruttivisti russi e di grandi maestri dell’astrazione e dello spazialismo italiano e internazionale, a lungo frequentati dall’artista; l’interesse per la musica; l’esigenza di dare rappresentazione al fluire del tempo, al cosmo, alla memoria; la suggestione e la grande sensibilità per gli stessi materiali usati (dalla carta alle superfici di legno, ai muri). Walter Valentini ha esposto in tutto il mondo: Boston, Stoccolma, Amburgo, Colonia, New York, Aspen, Tokyo, Monaco, Regensburg, Vienna, Istanbul, Ankara. Nel 1995-1996 una grande mostra personale di Valentini si è tenuta alla Galerie Dionne di Parigi
  1. Fontana di Ugo Nespolo : In Cima al Mondo
    Proseguendo a destra sempre sulla passeggiata a mare Garrassini Garbarino , in zona centrale si trova la fontana realizzata da Ugo Nespolo : In cima al mondo” : è un’opera in bronzo laccato, composta da una sfera, da cui si dipartono getti d’acqua, sovrastata da una figura di bambino. L’opera disegna un pianeta terra il mappamondo e pallone, policromo, festoso ove alla sommità è presente una figura umana, un bambino con l’aria di eterno monello, dickensiano e chapliniano, che guarda il mare come se volesse buttarsi per immergersi in avventure. Ugo Nespolo, nasce a Mosso Santa Maria (Biella) il 29 agosto 1941, si diploma all’Accademia Albertina di Belle Arti con Enrico Paulucci e si laurea in Lettere Moderne con una tesi in Semiologia. I suoi esordi nel panorama artistico italiano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e poveristi. Mai legata in maniera assoluta ad un filone, la sua produzione si caratterizza subito per un’accentuata impronta ironica, trasgressiva, per un personale senso del divertimento che rappresenterà sempre una sorta di marchio di fabbrica. Gli anni Settanta rappresentano per Nespolo un passaggio fondamentale: vince il premio Bolaffi (1974), realizza il Museo (1975-’76), quadro di dieci metri di lunghezza che segna l’inizio di un filone mai esaurito di rilettura-scomposizione-reinvenzione dell’arte altrui. Nello stesso periodo inizia anche la sperimentazione con tecniche (ricamo, intarsio) e materiali inconsueti (alabastro, ebano, madreperla, avorio, porcellana, argento). Artista multiforme con interessi che spaziano anche in capo musicale, cinematografico e teatrale, Ugo Nespolo si è reso riconoscibile ad un più vasto pubblico attraverso la realizzazione di immagini per calendari, pubblicità, manifesti, sigle pubblicitarie e televisive.
  2. Fontana di Bruno Chersicla : Conversazione alla Fonte
    Proseguendo sulla passeggiata a mare Garrassini Garbarino, sempre a destra e prima di arrivare a Piazzale Mazzini , Conversazione alla fonte e' un’opera pensata per invitare il turista ed il passante a sedersi sull’ orlo della vasca e a socializzare. La fontana alta circa 2 metri è costruita in pietra d’Aurisina, pietra carsica che costituisce l’80% della statuaria romana. Ogni statua è costituita da tre sagome di 7 cm di spessore che sono tenute insieme da borchie di ottone. Bruno Chersicla, pittore, disegnatore, scultore, jazzista (Trieste, 10 ottobre 1937 – Trieste, 3 maggio 2013). Si diploma all’Istituto d’Arte di Trieste e al Conservatorio, e nel 1966 si trasferisce a Milano. Nella sua esperienza di artista ha assommato alle radici mitteleuropee, la precisione di rapporti matematici, il rigore intellettuale, la pulizia del design, una formazione culturale che deriva anche da curiosità percettiva, frequentazione di artisti, personali predilezioni unite a fantastiche intuizioni: Bauhaus, Futurismo, Surrealismo, Informale segnico e materico. Dagli anni ’70 tralascia progressivamente la scenografia, la pittura e l’insegnamento per dedicarsi quasi esclusivamente alla scultura lignea, dando vita a forme ambigue e ambivalenti, sempre fedeli a una visione provocatoria ed ironica dell’espressione figurativa. Collabora con architetti per interventi in strutture private e pubbliche; fra le più recenti in Lombardia si distinguono la chiesa del Collegio S. Giuseppe Villoresi a Monza, le vetrate del Santuario di Vimercate e le sculture per la chiesa dell’Annunciazione di Peregallo. Tra le mostre sono da citarsi la grande antologica nei chiostri di San Domenico di Reggio Emilia nel 1994, le esposizioni di Chicago nel 1995-96, e di Miami nel 1996. A ciò si aggiunge il Guinness dei primati nel 2001 per il dipinto più grande del mondo, che ha realizzato a Trieste nella piazza dell’Unità d’Italia.
  3. Fontana di Sandro Lorenzini : Fontana delle Ore
    Da Piazza Mazzini proseguendo si arriva in Corso Europa e al fondo si arriva in Via Stella ove è posizionata la Fontana delle ore , realizzata da Sandro Lorenzini : è composta da 24 totem dove sono raffigurati simboli che si collegano alla storia di Loano. Da ogni totem esce uno zampillo d’acqua che inizia a scorrere con lo scadere dell’ora. A mezzogiorno, a mezzanotte zampillano tutte insieme. Dodici colonne fatte di moduli diversi e simili di coni e di sfere in pietra e in ceramica, di tanti colori, di altezze diverse, in un gruppo vivace e felice dentro la vasca dell’acqua. In cima ad ognuna c’è un segno, un simbolo d’oro, il tesoro che riempie un pezzetto di tempo (il sole, la luna, una stella, un pesce, una gallinella, una fiamma, una nuvola, un uovo, un fiore, un cuore, un vaso, la mano di un uomo).Sandro Lorenzini, nasce a Savona nel 1948, terminati gli studi in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, lavora fino al 1975 come scenografo nell’ambito teatrale milanese, e poi si è dedicato a tempo pieno alla ceramica. Dal 1986 inizia a sperimentare l’installazione di grandi opere di scultura ceramica in spazi architettonici e storici di forte connotazione, lavorando su specifiche impostazioni tematiche (1986 “Percorsi” Savona-Italia, 1991 “La Casa di Asterione” Padova-Italia, 1996 “La Casa del Re” Caserta-Italia, 1999 “Dal Disperato al Sublime” Faenza-Italia, 2000 “Lo Spazio Ritrovato” Roccavignale-Italia). Dall’inizio degli anni novanta suoi importanti lavori vengono acquistati da importanti musei in tutto il mondo, tra cui spiccano i musei di Mino, di Shigaraki, di Seto e di Gifu in Giappone. Nei primi mesi del 2007 realizza per il Parco del Museo di Shigaraki una prestigiosa scultura in gres di grande dimensione (quattro metri di altezza).
  4. Fontana di Bruno Chersicla: Nettuno
    Proseguendo per Via Stella – Giardini Lanteri Parodi – Piazza Italia – Viale Libia - Piazza Cadorna – attraversamento del Ponte San Sebastiano – Viale Martiri della Libertà e Via delle Peschiere fino ad arrivare sul Lungomare Nazario Sauro fino al Lungomare Madonna del Loreto ( passeggiata a mare di levante vicino al porto) si arriva alla Fontana Nettuno , realizzata da Bruno Chersicla : è una scultura in pietra d’Aurisina, alta ben tre metri, con il tridente in ottone dorato, che rappresenta il mitologico dio del mare, che accoglie i naviganti che giungono in porto. La scultura è costituita da tre sagome di marmo di circa 7 centimetri di spessore tenuta insieme da borchie di ottone. Il Nettuno sorge tra le onde del mare, che trasformano l’acqua in una cascata. Bruno Chersicla, pittore, disegnatore, scultore, jazzista (Trieste, 10 ottobre 1937 – Trieste, 3 maggio 2013). Si diploma all’Istituto d’Arte di Trieste e al Conservatorio, e nel 1966 si trasferisce a Milano. Nella sua esperienza di artista ha assommato alle radici mitteleuropee, la precisione di rapporti matematici, il rigore intellettuale, la pulizia del design, una formazione culturale che deriva anche da curiosità percettiva, frequentazione di artisti, personali predilezioni unite a fantastiche intuizioni: Bauhaus, Futurismo, Surrealismo, Informale segnico e materico. Dagli anni ’70 tralascia progressivamente la scenografia, la pittura e l’insegnamento per dedicarsi quasi esclusivamente alla scultura lignea, dando vita a forme ambigue e ambivalenti, sempre fedeli a una visione provocatoria ed ironica dell’espressione figurativa. Collabora con architetti per interventi in strutture private e pubbliche; fra le più recenti in Lombardia si distinguono la chiesa del Collegio S. Giuseppe Villoresi a Monza, le vetrate del Santuario di Vimercate e le sculture per la chiesa dell’Annunciazione di Peregallo. Tra le mostre sono da citarsi la grande antologica nei chiostri di San Domenico di Reggio Emilia nel 1994, le esposizioni di Chicago nel 1995-96, e di Miami nel 1996. A ciò si aggiunge il Guinness dei primati nel 2001 per il dipinto più grande del mondo, che ha realizzato a Trieste nella piazza dell’Unità d’Italia.
  5. Fontana di Fulvio Filidei : Vibrazioni Ritmiche Loanesi
    Proseguendo sulla passeggiata a mare sempre Madonna del Loreto (passeggiata a levante vicino al porto) si arriva al passaggio a livello ed alla sinistra sulla via Aurelia, all’ingresso di levante della città vicino alla Via S. Erasmo, si trova la fontana : Vibrazioni ritmiche loanesi realizzata da Fulvio Filidei : è una personale interpretazione e presentazione della città di Loano. L’artista ha modellato una sezione scultorea che riprende la linea delle montagne di sfondo: le alture che si scorgono in lontananza oltre la città di Loano, un elemento (sky line) che rende unico il territorio e che rappresenta una vera e propria “impronta digitale”. Come una quinta orizzontale la scultura si sviluppa su quattro ampie fasce. La fascia superiore evidenzia i rilievi più alti delle montagne limitrofe. La fascia di mezzo indica il dolce entroterra coltivato. Più in basso si vedono le case sul mare con alcuni elementi stilizzati del centro storico ( Ponte di S. Sebastiano e cupolone). Infine a livello dell’acqua un rilievo bronzeo riporta al frangere delle onde. La fontana è costituita anche da un grande elemento orizzontale: una conchiglia evoca il suono del mare rappresentato da un’onda dallo sviluppo di 4 metri. È stata modellata in gesso con metodo diretto a Imperia. La fusione in bronzo con la tecnica della cera persa è stata realizzata a Torino nella “Fonderia artistica” di Piero Carli e C. La portata d’acqua produce una cascata in corrispondenza dell’onda in bronzo ed un particolare effetto crea un simulato movimento marino in prossimità della raffigurazione della città. L’illuminazione notturna vibrante evidenzia il movimento del mare. Fulvio Filidei nasce a Savona e si diploma al Liceo Artistico Arturo Martini e in Scultura all’Accademia di Belle arti di Firenze. Consegue l’abilitazione per l’insegnamento di “Educazione artistica”, di “Discipline pittoriche” e di “Discipline plastiche”, insegna in vari ambiti artistici, Scuole elementari, Medie, Superiori (Liceo artistico di Savona) e svolge corsi di aggiornamento per Insegnanti. Lavora come docente coordinatore in corsi di lavorazione della scultura dell’ardesia per artisti italiani e stranieri in valle Argentina. Attualmente insegna “Discipline pittoriche” nell’Istituto Statale d’Arte di Imperia di cui è stato uno dei fondatori. Dal 1976 al 1985 si dedica alla tecnica della ceramica nel proprio laboratorio a Loano e partecipa a numerose importanti mostre di settore in particolare ad Albissola (SV). Impegnato nella produzione di manufatti seriali, collabora con industrie del settore tra cui le “Ceramiche Ragno”. Realizza opere commemorative per avvenimenti pubblici e sportivi. Realizza numerose opere tra cui spicca il grande pannello decorativo per il Palazzetto dello sport di Loano. Dal 1985 si dedica particolarmente alla pittura. Partecipa a premi e a numerose mostre “collettive” e “personali” in Italia e all’estero. Dal 1995 si occupa di allestimenti e scenografie in provincia di Imperia. Negli ultimi anni realizza il bassorilievo per la fontana dei Camilliani e il ciclo di bassorilievi per la Chiesa di S. Anna a Imperia. Nel 2006 realizza Monumento in bronzo dedicato a Calipari ad Arnasco (SV). Attualmente vive e lavora a Civezza (IM).
Percorso giallo Bambini
Percorso blu Curiosità
Scarica gli itinerari
ARTE itinerario ROSSO Alla scoperta delle fontane artistiche
  1. Luogo di partenza : Piazza Italia
  2. Fontana “Giovanna”
  3. Fontana di Walter Valentini “Le misure, il cielo”
  4. Fontana di Ugo Nespolo “In cima al mondo”
  5. Fontana di Bruno Chersicla “Conversazioni alla fonte”
  6. Fontana di Silvio Lorenzini “La fontana delle ore”
  7. Fontana di Bruno Chersicla “Nettuno”
  8. Fontana di Fulvio Filidei “Vibrazioni ritmiche loanesi”
CURIOSITA' itinerario BLU
Alla scoperta delle tradizioni
  1. Luogo di partenza : Piazza Italia
  2. Confraternita N.S. Del SS. Rosario (Cappe Turchine)
  3. Oratorio Disciplinanti Bianchi di San Giovanni Battista (Cappe Bianche)
  4. Mostra permanente della marineria loanese
  5. Ponte San Sebastiano
  6. Convento Monte Carmelo
  7. Borgo Castello
  8. Volto Megalitico
  9. Borgo di Zolezzi
  10. Chiesa di san Martino di Liciorono
BAMBINI itineario GIALLO Alla scoperta dei parchi giochi
  1. Luogo di partenza : Piazza Italia
  2. Parco Giardini Lanteri Parodi
  3. Spazio Giochi Pöllin
  4. Parco A. Rocca
  5. Parco Don Leone Grossi
  6. Parco delle Rose

Sarà per la nuova Marina, ampia e accogliente, o per il fatto di essere così viva e animata, che Loano splende luminosa sulla costa. Clima mite e asciutto tutto l’anno assicurato dalla posizione nel golfo, ha una magnifica spiaggia che si distende a levante del molo foraneo, lunga oltre due chilometri. Una barriera artificiale protegge flora e fauna marina: lo specchio di mare è tra i più suggestivi della Riviera con acque calme e pulite, adattissimo per i bambini. Non perdetevi la lunga e splendida passeggiata della Madonna di Loreto fiancheggiata dalle palme, magari assaporando un gelato.

Nelle serate estive, sul lungomare tanti stabilimenti balneari, facilmente accessibili, offrono la possibilità di cenare all'aperto con terrazze affacciate direttamente sulla spiaggia godendo degli splendidi tramonti sul mare. Il centro storico è ricco di edifici di pregio con botteghe dove si possono trovare prodotti tipici e oggetti d’artigianato.

Se volete fare un percorso curioso, andate alla ricerca della varie fontane nate grazie a Loano Fontane d’arte, progetto che ha portato l’arte in luoghi di passeggio e di ritrovo. Grazie al clima temperato, a Loano si vive molto all’aria aperta e ci sono molte possibilità di praticare sport. I bambini possono dare libero sfogo alla voglia di divertimento nei giochi di Parco Grossi e Rocca, negli stabilimenti vi potete dedicare a immersioni, windsurf, vela e beach volley. E ancora campi da tennis, due percorsi minigolf e una pista di pattinaggio. Alle spalle di Loano svetta il monte Carmo, collegato attraverso un rete di sentieri all’Alta Via dei Monti Liguri.

Scopri il comune con i tre percorsi colorati: Arte (rosso), Curiosità (blu) e Bambini (giallo).