Percorso rosso Arte
  1. Piazza Marconi "A Ciassa
    "Se chiedete ad un abitante dell’alta Val di Vara una meta dove andare, girovagando fra i verdi monti, le valli ombrose e i declivi segnati dallo scorrere dei torrenti, le risposte sono generalmente 3:  “Sciù pe’ Vaise” (trad. Su per Varese Ligure), “Zu pe’ Brigné” (Giù per Brugnato) oppure “Inta Sesta” (nella Sesta), perché nell’accezione locale La Sesta, attuale centro comunale di Sesta Godano, è un punto di passaggio, un luogo non ben definito da percorrere e attraversare, in cui si entra e da cui si esce, un luogo dove ristorarsi e riposarsi durante le fatiche del viaggio.
    In effetti il borgo, dalle tradizioni agricole, nella tondeggiante piana di fondovalle, coronato dai Borghi delle Frazioni, segue nella sua struttura lineare l’antico asse di percorrenza parallelo al torrente Gottero verso i valichi montani.
    L’Alpino, che fa da vedetta in Piazza Marconi, unica in valle ad essere ampia e aperta, accoglie i visitatori con i suoi edifici novecenteschi – il Comune e la Caserma dei Carabinieri e l’antica locanda “Gottero”. Da qui parte l’itinerario che conduce il visitatore alla scoperta del piccolo centro storico, con i suoi stretti caruggi voltati.
    Sono diverse e curiose le ipotesi che gli studiosi hanno fatto sul toponimo, una fra tutte ci piace ricordare, citando il Boccaccio:
    Il piano che nella valle era, cosí era ritondo come se a sesta fosse stato fatto
    (Decameron, VI giornata)
    È doveroso precisare che il Boccaccio non si riferiva certamente alla nostra Sesta, il brano fornisce comunque un’utile indicazione sulla possibile origine del nome, Sesta, come strumento per la misurazione dello spazio del piano - un tempo agricolo – in cui oggi sorge l’abitato, coronato dai borghi delle frazioni.

 

  1. Aia della Corte - æa da Curte
    L’Aia della Corte era un tempo la “city” Sesta Godanese. Qui si affacciavano alcune attività commerciali – fra cui la vecchia farmacia panella. Oggi i negozi e i ristoranti sono sulla moderna via roma, parallela al centro storico. In centro alla piazza, oggi come allora, si trova la “fontana delle pettegole”, ovvero la fonte dove le donne si ritrovavano per raccogliere l’acqua da portare in casa e dilungarsi in lunghe chiacchierate. Ricordano gli anziani che quando la campana della Chiesa Vecchia suonava il mezzogiorno, tutte sparivano ricordando della pignatta lasciata sul fuoco. Anche questa è memoria e tradizione locale. Un tempo, nell’aia della corte sorgeva una cappella dedicata a San Marco, di proprietà della Confraternita del Santo Rosario. L’edificio fu indemaniato nel 1863 venduto e demolito. Da un’analisi di alcune evidenze murarie nelle cantine degli edifici circostanti è emersa l’origine tardo medioevale e post medioevale di molti degli edifici del borgo.

 

  1. Il ponte romano - U punte ruman
    I Romani nell’entroterra ligure? Pare strano, e in effetti i Romani non erano ben visti dai bellicosi liguri, gente di monte più che di mare, non troppo suscettibile al fascino delle ricchezze e dei lussi delle città romane dell’area tosco emiliana, buone da saccheggiare per poi tornare sul monte a spartire il bottino. Proprio in Val di Vara si dice furono impiegate diverse legioni per debellare le tribù dei liguri apuani. Ad ogni modo, sebbene la tradizione richiami con orgoglio la romanità del ponte di Sesta, la costruzione di romano non ha nulla. Di fatto il ponte è romanico, medioevale, citato in rapporto all’antica plebs robiana, l’attuale Chiesa di Santa Maria Assunta e San Marco. Lungo il fiume è visibile un bel mulino, che ha mantenuto nelle forme esterne alcuni meccanismi a memoria dell’antica funzione. Sul colle domina la piana di Sesta si trova il borgo di Godano, dalla cui Rocca i Malaspina spadroneggiavano sull’intera Valle. La loro cattiva politica determinò la distruzione del castello – oggi Sito Archeologico del Castello di Godano –, durante un’insurrezione popolare che vide gli abitanti di tutte le Borgate delle Frazioni mettere da parte il campanilismo e scegliere per il bene comune. Scorre sotto il ponte il torrente Gottero, in dialetto locale Gotia, al femminile, opposto a Gotiu, il maestoso Monte Gottero, al maschile.

 

  1. Chiesa Vecchia - A Gexa Vëccia
    Qui sorgeva l’antica Plebs Robiana, citata nelle prime fonti del 1053 all’interno di un estimo dei beni dipendenti dalla Diocesi di Luni. La Pieve sorgeva lungo la strada che portava al Castello di Godano. Oggi appare al visitatore nelle sue forme settecentesche, pur mantenendo l’originalità dell’impianto degli edifici – a funzione agricola, abitativa e funzionali al culto. Da dietro la chiesa il un acciottolato prosegue fino alle case di Roggiano – l’antico Robiano – oggi un paese fantasma. All’interno dell’antica pieve resta il bel battistero in pietra. Spogliata nel corso dei secoli, anche a seguito di una progressiva perdita di prestigio in favore delle più ricche chiese delle frazioni, venne arricchita di opere scultoree e di un imponente organo nella seconda metà del XIX secolo, quanto venne spostato il Comune dalla piccola Godano a Sesta, più centrale e facilmente raggiungibile. Il luogo, fuori dagli schiamazzi e lontano dal traffico merita una sosta per godere del fresco e del bel panorama che da qui si gode.
Percorso blu Curiosità
Percorso giallo Bambini
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ARTE: itinerario ROSSO

Inta Sesta
  1. Piazza Marconi "A Ciassa"
  2. Aia della Corte - æa da Curte
  3. Il ponte romano - U punte ruman
  4. Chiesa Vecchia  - A Gexa Vëccia

CURIOSITÀ: itinerario BLU

Carlascià
  1. Piazza Marconi - "A Ciassa" - proseuire in auto in direzione Brugnato per arrivare a Mangia 6,5 km
  2. Gli archi di mangia e la chiesa di Sant'Anna
  3. Cappella di Casareccio
  4. Cornice - borgo del Vino

BAMBINI: itinerario GIALLO

Groppo e gli spaventapasseri
  1. Piazza Marconi - proseguire in auto fino al borgo di Groppo 5 km
  2. Chiesa di San Siro
  3. Le maschere apotropaiche
  4. La Canonica
  5. Il castello

Alla confluenza del Gottero con il Vara, alle spalle di Deiva Marina e Levanto, un borgo formato da più centri rurali che conservano tracce del passato, come le case fortezza ed alcuni resti della torre ottagonale del castello. Qui trovate alcuni santuari importanti, mete di pellegrinaggio e di pace, boschi di castagni, cerri e faggi che vi accompagnano fino alle vette più alte del monte Gottero. Dal trekking alla mountain bike, dal rafting alla canoa, uno scenario che dà spazio anche alle emozioni dello sport. Da non perdere il ponte medievale sul torrente Gottero, la via vecchia arricchita di portici, la chiesa dell’Assunta e la frazione di Groppo.

Scopri il comune con i tre percorsi colorati: Arte (rosso), Curiosità (blu) e Bambini (giallo).