Le Batterie

Sospesi tra il mare e il cielo.
Immersi nei colori e nei profumi della macchia mediterranea.
Ora tuffatevi tra gli oliveti e le casette raccolte su questo promontorio: sarà un’emozione indimenticabile.

Un percorso unico e un affascinante viaggio nel tempo, per scoprire il rapporto tra l’uomo e la natura: il sentiero che conduce alle Batterie, non è solo una meravigliosa camminata in un parco, ma il contatto sensazionale con la storia e la natura dove il luogo assume un significato autentico. E allora, zaino in spalla, scarpe da trekking e via per un saliscendi che si snoda nel bosco tra rocce che spiccano al cielo e dominano su Punta Chiappa. Non dimenticatevi una borraccia.

I resti del bunker della 202ª Batteria Chiappa, costruita durante la seconda guerra mondiale spuntano nella vegetazione. Al Centro Visite delle Batterie è possibile scegliere tra diverse tipologie di percorso, pensate per tutti: grandi, piccini, principianti ed esperti escursionisti. Grazie a queste visite guidate potrete addirittura entrare nel cuore delle Batterie, come le segrete gallerie scavate nella roccia.
È possibile visitare gratuitamente alcune parti del sito, altre invece prevedono un biglietto. Per maggiori informazioni potete contattare: LabTer Parco di Portofino scrivendo una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure telefonando al 3480182556 oppure al 3480182557

Per cominciare a divertirti puoi scaricare il depliant sulle Batterie del Parco di Portofino: giochi, curiosità e informazioni per grandi e piccoli!

Lo sapevi che…

Il Conglomerato di Portofino, la roccia su cui poggiano le Batterie, è particolarmente consistente e forma i contrafforti e i costoni che discendono a precipizio nel mare. Si è formato tra 45 e 20 milioni di anni fa ed è costituito da una base argillo-sabbiosa contenente ciottoli di varia origine e natura, cementata da carbonato di calcio.

Piccoli esploratori crescono - Un bunker sul mare

Conosci il Parco di Portofino

Il Parco di Portofino è la fusione perfetta tra ambiente naturale e attività umane. I paesaggi dell'uomo e della natura si alternano in una sorprendente varietà di scenari che vi conquisteranno per sempre.
Perla della Riviera di Levante, ha 80 km di sentieri fra il verde della macchia mediterranea e il blu del mare dell’Area Marina Protetta di Portofino. Percorrere l'anello-natura da Portofino Vetta al Semaforo Nuovo alle Pietre Strette è fare un tuffo nelle antiche foreste della Liguria.
Il Centro Visita delle Batterie, con installazioni digitali, vi porterà, invece, alla scoperta degli angoli nascosti di bunker militari della Seconda Guerra Mondiale.

I borghi di Portofino, Camogli e Santa Margherita Ligure e Paraggi, San Fruttuoso di Camogli e San Rocco sono una continua meraviglia in cui le attività dell’uomo hanno saputo rispettare e amare il proprio territorio.
Natura, storia e storia della natura alle Abbazie di San Fruttuoso di Capodimonte e di San Girolamo della Cervara, alla Chiesa di San Nicolò di Capodimonte e all’Eremo di Niasca.

Continua a scoprire i tesori del Parco...

Uno scrigno prezioso

L’Abbazia di San Fruttuoso, nel Parco di Portofino, ha attraversato più di mille anni di storia e, prima di diventare un bene simbolo della Liguria stessa è stata molte cose. Per fortuna è giunta fino a noi carica di tutto il suo fascino e del suo patrimonio: un mare cristallino davanti a sé e un parco incontaminato alle sue spalle.

Stretta tra i boschi e il mare azzurro della Liguria di Levante è davvero uno scrigno che racchiude un grande tesoro. Costruita nel VIII secolo d.C, il suo stile romanico, tipicamente ligure, che alterna il bianco del marmo al nero dell’ardesia delle vallate circostanti; la fitta rete di sentieri che corre nell’abbraccio del verde del promontorio ne fa un luogo mistico in cui fuggire per un momento dal mondo.

Nelle sue eleganti trifore si riflette il mare che ospita il Cristo degli Abissi; l’imponente torre cinquecentesca, vigila il mare, felicemente integrata con il contesto naturale; il Chiostro, d’estate, ospita suggestivi concerti.

Lo sapevi che…

Dal Duecento l’Abbazia appartenne alla famiglia Doria che trasferì qui il sepolcreto familiare fino a quando, nel 1983, fu donata al FAI.