All’interno del Beigua Geopark rinvenute da parte di alcuni escursionisti incisioni rupestri sulle rocce nascoste dalla vegetazione

La recente scoperta di alcune tracce presenti sulle rocce nella zona del massiccio del Beigua conferma ancora una volta come questo luogo sia testimone della storia dei primi uomini.

Carmelo Prestipino, archeologo dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, ha accertato che le incisioni ritrovate sono riconducibili all’utilizzo di un affilatoio risalente all’età del Neolitico Medio (c.a. 4.700 a.C.).

I segni di affilatoio, riscontrabili in alcune rocce del Parco del Beigua, testimoniano la lavorazione e la conseguente produzione di asce in pietra verde da parte degli artigiani del luogo.

Il Beigua era probabilmente riconosciuto dai Liguri come montagna sacra, favorito anche dalle suggestive atmosfere nebbiose di certe cupe giornate; qui l'uomo ha inciso sulle rocce segni che con tutta probabilità erano rivolti alle divinità delle cime montuose, delle acque e del tuono, entità benefiche o temibili che occorreva placare con gesti rituali, tanto che alcune di queste rocce hanno conservato anche un valore magico.

Nel 2013 l’Ente Parco ha inaugurato un sentiero tematico di circa 3 km tra Piampaludo e Pratorotondo, all’interno del quale sono disposti cinque calchi, fedeli riproduzioni di alcune rocce presenti nel Geoparco e catalogate dagli archeologi.

La pubblicazione curata da Carmelo Prestipino: “Alla scoperta delle rocce incise del Geoparco del Beigua”, è scaricabile dal sito del Parco.

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