La Liguria, tra febbraio e marzo, è attraversata dalla migrazione delle gru. Un esperto del Parco Beigua ci racconta come avviene

Può capitarvi durante un trekking, sulle alture intorno al Parco del Beigua o nei pressi del Passo del Turchino o del Faiallo. Improvvisamente vi giunge un vociare, pare che qualcuno, ma non uno solo, una moltitudine, vi stia chiamando da molto lontano. Oppure siete in spiaggia, ad Arenzano, o a Varazze. Lì l’udirete in una delle pause del bagnasciuga. Ecco, allora alzate lo sguardo. Vedrete le onde attraversare il cielo: sta passando uno stormo di gru.

Nel tardo inverno, tra febbraio e marzo, sulla Liguria volano centinaia, migliaia di gru. Sono dirette a nord, guidate dall’istinto, dalla straordinaria bussola innata dei migratori. Il fenomeno negli ultimi anni ha registrato un aumento notevole. Sono sempre di più le segnalazioni di avvistamenti e sempre più grande il numero di individui. La zona in cui è più facile vederle è la Liguria occidentale, soprattutto tra il Monte Beigua e il passo del Turchino, ma a volte sorvolano anche le alture di Genova.

Per saperne di più, anche in occasione World Wildlife Day del 3 marzo 2021 la Giornata Mondiale della fauna selvatica istituita dall'ONU con il tema “Il futuro delle specie selvatiche è nelle nostre mani”, ne abbiamo parlato con Antonio Aluigi, Responsabile Area Biodiversità del Parco Beigua.
(immagine di copertina: migrazione delle gru, foto di Luca Baghino)

Ma chi sono queste gru? Da dove arrivano? Perché ci passano sopra la testa?

Sì, il tono della domanda è più da ligure mugugnone dell’entroterra che da Alberto Angela. Ma Aluigi non si scompone e nella risposta mantiene il suo aplomb scientifico:

La Gru (nome scientifico Grus grus) è un trampoliere, come la cicogna e l’airone. È di grossa taglia, ha un’apertura alare che supera i due metri, con zampe e collo lunghi, testa e becco piccoli, coda corta. Tranne che nella nidificazione, quando vive in coppie, è un animale fortemente gregario, ama i grandi gruppi. Possiede un volo maestoso, con le grandi ali piatte dai movimenti lenti e potenti, adatte ai lunghi viaggi, in cui fasi di battute d’ala sono alternate a lunghe planate. Il collo e le zampe sono visibilmente protesi, in cerca del baricentro e dell’aerodinamica.
Le gru arrivano dalla Spagna centrale, sorvolano il Beigua dai primi di febbraio. Ma non si fermano da noi, sono dirette nell’area del Baltico. Entrano in Liguria da sudovest, si dirigono verso Genova e poi risalgono le valli perpendicolari alla costa, Val Bisagno, Stura, Turchino…”.

Gru in volo. Foto di Alessandro Ghiggi

Gru in volo. Foto di Alessandro Ghiggi

Quindi sono solo di transito, in Liguria. Ma quante sono?

“Non si fermano in Liguria, né a mangiare né a riposarsi. Solo a volte, solo se incontrano brutto tempo. Ci passano semplicemente sopra. Sono migranti. Volano in formazioni di centinaia di esemplari, come delle grandi V che attraversano il cielo. A fine migrazione, si stima che almeno 7-8.000 gru siano passate sull'area del Beigua da sud ovest verso nord est”.

Non può non affascinare la storia della migrazione delle gru. Anche il più selvatico dei liguri s’innamorerebbe di questo uccello a cui la natura fa compiere un viaggio incredibile due volte l’anno, a febbraio e a ottobre. Chiunque resterebbe per ore con il naso all’insù ad aspettarle e poi a guardare volare questi fantastici uccelli, ascoltando il loro particolare richiamo, che a terra suona come un lontano discorso interrotto.

“In volo gli stormi si muovono in formazioni a V o per linee oblique – continua Aluigi – la gru è un uccello vocifero: usa i richiami probabilmente per regolare il volo. Ci si accorge dell'avvicinamento degli stormi proprio per il loro verso, letteralmente un sottile “gru-gru”. Non hanno orario, sono attive nell'arco delle ventiquattro ore: possono essere osservate durante il giorno, ma è non è raro udirle nel corso della notte ed è un’esperienza fantastica”.

Gru in formazione. Foto Gabriella Motta

Gru in formazione. Foto Gabriella Motta

"Gli stormi sono formazioni a V o a linee oblique. Ci si accorge del loro avvicinamento per i loro richiami, un lontano “gru-gru”

Nevicata sul Beigua. ph: Marco Bertolini

Nevicata sul Beigua. ph: Marco Bertolini

"Non si fermano in Liguria, né a mangiare né a riposarsi. Solo, a volte, se incontrano brutto tempo. Ci passano semplicemente sopra, dirette a nord"

Tramonto sul Beigua. Ph.: Gabriella Motta

tramonto_beigua. Ph.: Gabriella Motta

E, infatti, le gru stanno conquistando sempre più appassionati, dai birdwatchers più esperti che conoscono questi fenomeni ai naturalisti armati di binocolo, ai semplici curiosi che visitano il Parco del Beigua in questo periodo consapevoli (ma anche sorpresi) di assistere ad uno spettacolo unico offerto dalla natura.

“Ci sono giorni in cui ne arrivano tantissime. Nel 2019 i passaggi più numerosi si sono registrati il 22 febbraio e il 1 marzo. Nel giorno di picco sono transitate 4150 gru in poco più di un'ora, mentre l'anno dopo abbiamo potuto assistere a un passaggio spettacolare a metà pomeriggio del 19 febbraio 2020, quando dai settori sud-orientali del Parco del Beigua, in una finestra temporale di circa un'ora e mezza, è stato stimato il transito di più di 7000 individui.

Birdwatching sul Beigua, ph.: Giulia Castello

Birdwatching sul Beigua, ph.: Giulia Castello

"Le gru hanno un volo maestoso, con le grandi ali piatte dai movimenti lenti e potenti, adatte ai lunghi viaggi, in cui fasi di battute d’ala sono alternate a lunghe planate"

“Da 20 anni effettuiamo un monitoraggio sui rapaci da marzo a settembre. Ci siamo accorti dal 10 febbraio al 10 marzo arrivavano fino a 5000 gru, con punte di 2-3-4 mila gru al giorno. Gli avvistamenti interessano l'area del Beigua, ma anche il Levante genovese e la Riviera di Ponente, con sconfinamenti nel Basso Piemonte. Ma oggi chiunque può aiutarci: per il terzo anno consecutivo parte #GruNelBeigua, un’esperienza di birdwatching collettivo partita in forma sperimentale nel 2019 che da subito ha suscitato davvero molto entusiasmo e coinvolto tanti osservatori, non solo dall'area del Beigua ma da tutta la Liguria, il Basso Piemonte e altre zone del nord Italia. Osservatori che ormai sono fedeli collaboratori, precisi e puntuali, pronti a segnalare passaggi anche fuori dai periodi canonici di monitoraggio. Negli ultimi due anni ci siamo abituati a giornate davvero intense, con decine di segnalazioni, foto e filmati che sono stati poi utilizzati dagli ornitologi Luca Baghino e Alessandro Ghiggi per effettuare i conteggi, con risultati davvero straordinari. A chi vuole collaborare al monitoraggio chiediamo di segnalare le osservazioni con pochi e semplici dati, da postare sul vostro profili Facebook o direttamente sulla nostra pagina Facebook in tempo reale. Ecco le istruzioni dettagliate dal nostro sito web http://www.parcobeigua.it/dettaglio.php?id=63256

Gru Beigua taccuino

Quali altri animali selvatici seguite?

Ci siamo specializzati in due tipologie di uccelli, i migratori e quelli nidificanti, il biancone e il falco pecchiaiolo (a marzo) e alcuni rapaci e passeriformi che nidificano nella zona. Ogni anno, a metà marzo, dopo le gru, organizziamo il Biancone day dedicato a questo straordinario rapace e grazie a finanziamenti WWF sono state ripristinate altre aree verdi dove vive il tritone crestato, un anfibio molto raro, specie protetta in via di estinzione. Siamo poi parte del progetto LIFE WolfAlps EU studiato per monitorare la coesistenza fra il lupo e uomo sulle Alpi evitando i problemi che possono scaturire dal ritorno di questo animale protetto.

Tritone ph.: Marco Bertolini

Tritone, ph.: Marco Bertolini

Bianconi, ph.: Gabriella Motta

Bianconi, ph.: Gabriella Motta

Lupo, ph.: M.Campora, R.Cotalasso

lupo, ph.: M.Campora R.Cotalasso

Contatti:

http://www.parcobeigua.it/

https://www.facebook.com/parcobeigua/

Immagini tratte dalla pagina facebook del Parco del Beigua