Trent’anni fa la petroliera Haven affondava davanti Arenzano. Storia di una tragedia finita bene: oggi il relitto è tra i più famosi nel mondo

Sono passati trent’anni, ma in Liguria c’è ancora chi trema quando sente quel nome: “Haven”.
Sì, la storia della “Haven”, la superpetroliera affondata nel 1991 nel mare davanti ad Arenzano, è di quelle che spaventano tutti, mettono paura a chi naviga per mestiere o per passione e terrorizzano chi ama il mare e l’ambiente.
Diciamo subito che la petroliera cipriota "Amoco Milford Haven", varata nel 1973, non ha avuto una grande fortuna nei suoi quasi vent’anni di vita: già nel 1988 venne colpita da un missile nel Golfo Persico durante la guerra Iran-Iraq e subì gravi danni. Ma l’incidente che la rese un mostro per l’ecologia avvenne l’11 aprile 1991: durante alcune operazioni davanti al porto petroli di Multedo, un’esplosione devastò la parte centrale della nave e costò la vita a cinque dei 36 componenti dell’equipaggio. Subito una chiazza di petrolio si allargò nel Mar Ligure raggiungendo le spiagge in poche ore. Spezzatasi in due, ancora in fiamme, la Haven affondò definitivamente la mattina del 14 aprile 1991. Oggi giace nel blu, leggermente inclinata sul fianco destro, praticamente in assetto di navigazione, ad una profondità massima di circa 80 metri.

Ma la storia della Haven non finisce qui. Certe navi continuano a il loro viaggio in fondo al mare anziché tra le sue onde e non è detto che se la passino peggio. La “Haven” sembra una di queste. Oggi ricordiamo i 30 anni da quei tragici giorni e possiamo dirlo: alla fine è andata bene. Sì, il mare ha subito un brutto attacco, ma la bonifica è stata efficace e oggi è di nuovo sano e tutelato come mai. Il mostro addormentato sott’acqua ha continuato a eruttare idrocarburi e nafta per un po’, ma poi si è spento e ora si lascia ammirare: la Haven è diventata uno dei siti prediletti per le immersioni subacquee, il relitto visitabile più grande del Mediterraneo e tra i più famosi nel mondo.

 

Per saperne di più, abbiamo parlato con Giorgio Coldesina e Liliana Balbi, istruttori sub e fondatori di Amici di Bolle associazione di appassionati subacquei che organizza spesso immersioni sul relitto della Haven.

“Diciamo subito che è una immersione da non sottovalutare – dice Coldesina – la consiglio sicuramente a subacquei esperti, non alle prime armi. Stiamo parlando di una superpetroliera di 350 metri adagiata su un fondale sabbioso, la cui parte meno profonda è il castello di poppa, a -34 m, ma che scende anche oltre, per cui sono richiesti dei brevetti tecnici per le immersioni fino a 50 con aria poi in miscela Trimix, sempre barca d'appoggio e accompagnati da una guida ogni tre sub. Noi organizziamo vari tipi di immersioni sulla Haven: da quella ricreativa, più rapida, ma meno profonda, fino al ponte di comando a 32 – 40 metri di profondità, a quelle più impegnative a profondità maggiori, con l’utilizzo di ossigeno o miscele per respirare in sicurezza e mantenere la lucidità”.

L'immensità del blu sopra il relitto

L'immensità del blu sopra il relitto
I finestroni del ponte comando

"Nonostante non sia una immersione per principianti, in molti sono attirati dal fascino della Haven. Arrivano sub da Germania, Belgio, Olanda, da tutta Europa. Questo sia per il fascino esercitato da un relitto maestoso così vicino alla costa, ma anche per la bellezza infinita di questi fondali. La Haven è ormai conosciuta in tutto il mondo”. Giorgio Coldesina, istruttore sub

L'elica della nave

L'elica della nave

Una delle scalette esterne che collegano i ponti

Una delle scalette esterne che collegano i ponti
Strutture esterne

Un subacqueo sul fumaiolo

Un subacqueo sul fumaiolo

Com'è attraversare un relitto così grande?

“Negli anni è avvenuto naturalmente un fenomeno che altrove hanno cercato di provocare artificialmente: il mare si è appropriato della Haven e l’ha arredata come sa fare solo lui –dice Liliana Balbi che assieme a Marco Mori ha curato le foto di questo articolo - lo scafo, negli anni, si è ricoperto di ostriche e anemoni, la vita sottomarina che qui ha rischiato di soccombere si è presa una rivincita sulla Haven: non è difficile incontrare tra i tubi dei ponti aragoste, gamberi, oppure, penetrando nello scafo, dagli oblò ci arriva lo sguardo pigro di una cernia o quello severo di un dentice. A volte, dal profondo blu, balena veloce un gruppo di tonni a caccia… sono esperienze indimenticabili”.

Alcuni abitanti del relitto

Un abitante del relitto
Esserini minuscoli e colorati

E il mare? Come sta? Ci sono tracce di quello che accadde trent’anni fa?

“Il mare sta bene. I primi tempi capitava ancora di riemergere dopo le immersioni sporchi di petrolio, ma dopo la bonifica tutto ciò che è rimasto si è solidificato, anche la nafta sulle pareti è ormai solida e non dà alcun fastidio.”

Corallo nero sul ponte della Haven

Corallo nero sul ponte della Haven

La Haven è diventata uno scenario amato anche dai campioni di apnea, come dimostra questo bellissimo video, postato da Guillaume Néry, Morgan Bourc'His e Rémy Dubern, pluricampioni del mondo di specialità.

Haven, filmato di Guillaume Néry, Morgan Bourc'His e Rémy Dubern

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