La "moneta" nel piatto, la pasta tipica di Varese Ligure ora ha più valore: è appena stata riconosciuta Presidio Slow Food

Una pasta tonda con una lettera, una croce, uno stemma tipico stampigliato sopra, come una moneta. Una specialità che sa di provenza ma è tipica dell’estremo Levante ligure, si mangia a Chiavari, Lavagna, Sestri Levante e Varese Ligure. Il croxetto di Varese Ligure, in provincia di La Spezia è l’ultimo prodotto entrato giorni fa nei Presidi Slow Food

La ricetta è semplice: farina 0, uova, acqua e un pizzico di sale. La particolarità sta nel procedimento: la pasta viene ritagliata con stampi cilindrici in legno chiamati, appunto, "croxetti", costruiti a mano dagli artigiani locali e tramandati in famiglia. Per secoli il padre dello sposo era solito omaggiare la futura nuora con un vassoio di croxetti e relativo stampo in legno con un disegno realizzato su commissione.

Ricordano molto le monete: infatti il loro stesso nome deriverebbe dal termine con cui si indicavano le monete coniate ai tempi della Repubblica di Genova e sulle quali veniva raffigurata una croce. 

A tavola, i croxetti vengono serviti in “au tuccu”, conditi con sugo di carne di manzo, oppure in bianco “in giancu”, con un condimento di maggiorana e pinoli o, infine in verde, al pesto. Si scrivono con la "x" ma si pronunciano una g dolce, come ai tempi della Serenissima di Genova.

In Liguria esistono 18 presidi slow food, prodotti della tradizione che raccontano storie di contadini, allevatori e pescatori. Storie che dovranno essere tramandate ai posteri, per cui da tutelare. Per maggiori informazioni: https://www.fondazioneslowfood.com

 

Presidi Slow Food Liguri:

ACQUA DI FIORI DI ARANCIO AMARO
Giunta dalla Francia, ha rappresentato fonte di reddito per il borgo di Vallebona. Si producono delicate essenze per dolci.
AGLIO DI VESSALICO
Un aglio dall'aroma delicato e il sapore intenso, i cui bulbi sono tramandati da generazioni nell'Alta Valle Arroscia.
ALBICOCCA DI VALLEGGIA
È di piccole dimensioni con aroma e sapore molto intensi. Si raccoglie da metà giugno a metà luglio.
ASPARAGO VIOLETTO DI ALBENGA
Una varietà pura e unica al mondo. Lessato e intinto in olio extravergine di Taggiasca è davvero gustoso.
CARCIOFO DI PERINALDO
Importato dalla Francia, tenero, senza spine, cresce quasi come un ortaggio selvatico. Ottimo con l’olio d’olive taggiasche.
CASTAGNA ESSICCATA NEI TECCI DI CALIZZANO E MURIALDO
Essiccata nei seccatoi in Val Bormida: antica tecnica di raccolta e conservazione un tempo diffusa in tutto l'appenino ligure.
CHINOTTO DI SAVONA
Il piccolo agrume verde, importato dalla Cina nel 1500, si gusta soprattutto immerso nel maraschino o candito.
FAGIOLI DI BADALUCCO, CONIO E PIGNA
Originari della Spagna, morbidi e delicati. Ottimi bolliti e conditi con un filo d’olio extravergine d’oliva.
GALLO NERO DELLA VAL DI VARA
È una razza di taglia gigante, con il piumaggio nero e riflessi verdi. La qualità della carne è eccellente.
PECORA BRIGASCA
Dal suo latte si ricava una toma prodotta al confine con la Francia.
PESCA ARTIGIANALE DEL GOLFO DI NOLI
Valorizza la pesca con tecniche e metodi antichi. Una risorsa da tutelare, fonte di reddito per i pescatori locali.
RAZZA BOVINA CABANNINA
È l'unica razza bovina autenticamente ligure, della Val d'Aveto: rustica, piccola, resistente che produce molto latte adatto alla caseificazione.
SCIACCHETRÀ DELLE CINQUE TERRE
Vino passito prodotto da uve che provengono dai celebri terrazzamenti dei borghi.
SCIROPPO DI ROSE
Prodotto con i delicati petali di rose dalle varietà antiche; oltre agli sciroppi si producono anche confetti e conserve.
TONNARELLA DI CAMOGLI
Calata in mare per 6 mesi, è un sistema di pesca antico. L'unica rimasta in Liguria e una delle poche in Italia.
IL CROXETTO DI VARESE LIGURE
Chiamato anche “moneta nel piatto”, è un tipo di pasta fresca caratterizzato dalla forma rotonda e dal marchio impresso sulla pasta. La pasta viene stesa e ritagliata con appositi stampi cilindrici in legno (costruiti a mano dagli artigiani locali) grazie ai quali si ottengono dei “dischetti” ricordano il conio delle monete. Una tradizione antichissima, non facilmente databile, anche se le prime notizie arrivano al tardo medioevo,
CIPOLLA BELENDINA DI ANDORA
Cipolla rossa, molto dolce, dalla forma a fiasco e di dimensioni molto grandi, coltivata nella piana di Andora, al confine tra le provincie di Savona e Imperia. Sulle sue origini, una leggenda narra che sarebbe arrivata dal mare, portata a inizio Ottocento da Settimio Denegri, giovane marinaio e poi contadino, mezzadro di una famiglia torinese che possedeva una grande proprietà ad Andora. (Immagine tratta da sito Slow Food https://www.fondazioneslowfood.com)
APE NERA DEL PONENTE LIGURE
Un ecotipo locale, autoctono del Ponente Ligure, frutto dell’ibridazione naturale tra l’ape bionda, l’Apis mellifera ligustica endemica della penisola Italiana e la nera Apis mellifera mellifera, proveniente dalla vicina Francia. Tipica dell’area di confine, tra il mare e la montagna, con valli strette e lunghe spesso inaccessibili e selvagge, questa ape è stata capace di adattarsi e resistere alle minacce esterne. (Immagine tratta da sito Slow Food https://www.fondazioneslowfood.com)