Nel nuovo film Disney-Pixar c'è tanta Liguria. Aiutateci a scovarla!

Il nuovo film Disney-Pixar, visibile sulla piattaforma online Disney+, è interamente ambientato in Liguria. Il regista, il genovese Enrico Casarosa, ha infarcito la pellicola di riferimenti liguri, segreti e non, evidenti o nascosti. Immagini, luoghi, situazioni, giornali e vie vere o no che faranno il giro del mondo.

Queste quelle che abbiamo riconosciuto noi.

La Liguria

Che Portorosso sia in Liguria è acclarato: una delle prime inquadrature è proprio una mappa della Regione, dove il nome del fittizio borgo è individuabile accanto a quello di Corniglia, una delle Cinque Terre.

E proprio le Cinque Terre sono il riferimento iconografico più evidente, sia quando Luca e Alberto si affacciano dalla Torre (una delle decine di torri di guardia contro i saraceni che punteggiano le coste liguri e tirreniche) sia quando il treno per Genova porta Giulia e Luca in città, con un panorama sulla costa e l’inconfondibile silhouette del Promontorio di Portofino.

Anche l’”Isola del Mare” di fronte a Portorosso, dove abita Alberto, ricorda molto da vicino il Tino – l’isolotto con la Palmaria e Tinetto che delimita il Golfo dei Poeti.

La piccola Portorosso ricorda Vernazza, con la sua piazza sul mare, con un pezzetto di Camogli (il passaggio voltato verso il molo da dove arriva Ercole). Vicoli, ciottoli, colori, vigne sono un prestito da tutta la Liguria, mentre tipica della costa genovese è la spiaggetta di ciottoli grigi dove i due mostri marini toccano terra

Easter egg e citazioni

Easter egg, letteralmente uovo di Pasqua, sono quei contenuti audio o video di qualunque tipo che il regista decide di nascondere nella pellicola. In “Luca” alcuni sono veramente evidenti, soprattutto nella toponomastica e nei nomi dei negozi di Portorosso.

La piazza principale è intitolata a Italo Calvino, ligure di Sanremo, così come anche l’imperiese Edmondo De Amicis ha una targa in una creuza. “Via Corniglia” si nota di sfuggita ma c’è. Un’altra via cita “Revello”, celeberrima focacceria di Camogli, e non poteva mancare “via Piaggio” – che è la via dov’è vissuto il regista Enrico Casarosa (oltre ad essere la strada intitolata all’imprenditore ligure fondatore della Piaggio, la marca della Vespa).

Ma sono soprattutto i negozi a regalare citazioni che chi non è ligure potrebbe non cogliere: Pittaluga (bar) e Repetto (Alimentari) sono due cognomi tipici genovesi, San Giorgio (latteria) è il patrono di Genova. E che dire dei cartelli del meccanico che vende le Vespe? “Gomme Ravatti” (in dialetto, un ravatto è sia una cianfrusaglia che una persona bruttina o poco in salute) e “Paciugo” (un pasticcio, ma anche un gusto di gelato)

Il cibo

“La cosa più genovese che sono riuscito a mettere sono le patate e i fagiolini nelle trenette al pesto”, ha dichiarato il regista Casarosa. E la pasta al pesto è in effetti protagonista di “Luca”.

Ma il nostro occhio attento ha scovato anche altre delizie. La trattoria Da Marina, nella scena della gara di pasta, mostra una scolorita lavagna col menù: vi si leggono “trofie al pesto” e “baccalà” (forse sarebbe stato meglio lo stoccafisso). E la focacceria di Portorosso sforna – da cartello – Focaccia, farinata e focaccia al formaggio.

E infine qualcuno ha notato come si chiama il motoscafo di Ercole? Esatto, “Focaccia”.

Genova

Niente spoiler, ma la storia finisce a Genova, protagonista – con gli episodi della vita di Luca, Alberto e Giulia successivi al film – dei disegni che accompagnano i titoli di coda. C’è un bellissimo panorama da Castelletto, e si riconoscono l’ascensore, il campanile del Duomo e naturalmente la Lanterna. Lanterna che sbuca dalla finestra mentre i protagonisti fanno colazione (caffè e focaccia), e infine, per gli occhi veramente attenti, fanno mostra di sé anche i canestrelli – dolce tipico ligure. Abbiamo anche notato un giornale (“Il Tigullio”), che fa il paio con “La tribuna ligure” che compare nel film.

Ultimo frame per il pesto, poco prima del finalino (guardate il film fino agli ultimi secondi): ecco gli ingredienti, dal basilico all’aglio, al formaggio. E sua maestà il mortaio.

E voi, ne avete trovati altri?