Abbiamo incontrato una delle squadre di manutentori dei sentieri del Parco delle Cinque Terre. Fatica, panorami e sorrisi

È un paradiso a piedi quello delle Cinque Terre. Da qualsiasi punto voi partiate, saranno i vostri piedi i responsabili di tutta la bellezza che vedrete. Perché mai come qui avrete i piedi così vicini agli occhi: da Monterosso, il borgo caro a Eugenio Montale, o da Riomaggiore, sulla via di luoghi sacri e antichi santuari, o scendendo in mare a Vernazza, o nel mondo contadino e le vigne di Manarola e Corniglia, saranno i sentieri la vostra unica via per raggiungere la bellezza.

Sì: al Parco delle Cinque Terre potete arrivare in auto, o, meglio, in treno; ma è ai piedi che dovete affidarvi se volete davvero godervi tutta la loro eccezionalità. Ci penseranno loro a condurvi per gli oltre 120 chilometri di sentieri della rete del parco. Del resto qui funziona così da sempre: solo negli ultimi tempi la gente li percorre usando più gli smartphones che le gambe e poi sgrana gli occhi di stupore quando si trova davanti una vera “Stairway to heaven” come il sentiero 592, da Vernazza a Corniglia. Oggi, il sito Porto Venere, Cinque Terre e le Isole (Palmaria, Tino e Tinetto) sono Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO e li paragoniamo alle piramidi, o alla Muraglia Cinese, ma un tempo questi sentieri e questi muretti erano le strade, le vie di comunicazione, le “infrastrutture” di questo territorio. Il bello, però, è che è ancora così: conservano ancora la funzione originaria per cui sono nati. 
Ma questo paradiso è anche fragile. Ci vuole qualcuno che se ne prenda cura, con tutte le attenzioni che si riservano ad un monumento vivo, che non smette mai di muoversi, com’è tipico della geologia della Liguria. A questo scopo sono nati i manutentori dei sentieri del Parco Cinque Terre.
Pensateci: è come se potessimo entrare in una piramide o passeggiarci su; di più: poiché il suo cantiere non finisce mai, sarebbe come fare un salto indietro nel tempo e incontrare chi costruiva, chi lavorava a quella piramide. Certo, rispetto ai loro colleghi egizi, i ragazzi che lavorano come manutentori, gli “angeli dei sentieri” del Parco delle Cinque Terre sono più fortunati: possono fermarsi ogni tanto, appoggiarsi al muro che stanno ricostruendo e riposare con davanti il mare. La loro attività fondamentale è finanziata con la Cinque Terre Card, con cui si fruisce dei servizi dell'Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre contribuendo al mantenimento del territorio e ai servizi di mobilità al suo interno.

Muretti a secco con Manarola sullo sfondo

Corrado Pellegini, Marco Contessa e Filippo Castrucci sono tre dei manutentori dell’Albo che il Parco Cinque Terre ha allestito per la cura quotidiana della rete sentieristica. Corrado è di Corniglia, Marco di Lerici e Filippo di Vernazza, tutti e tre hanno superato i quarant’anni, forse Marco qualcosa meno. Li incontriamo mentre stanno ripristinando un tratto del sentiero SVA Verde Azzurro (REL 592) da Vernazza a Corniglia, in loc. Macereto, una delle zone più “calde” dal punto di vista geologico e soggetta a frane. Il sentiero grazie al loro lavoro è stato riaperto.

Corrado, cos’era successo in questo tratto di sentiero?
“In questo punto c’era un’infiltrazione e l’acqua, giorno dopo giorno, silenziosa, ha scavato, finché anche a causa della spinta del terreno, non è venuto giù il muro e, quindi, anche il sentiero, per circa tre metri”.

Quando è accaduto?
“Il giorno della Befana, il 6 gennaio: un passante ha avvertito i Vigili del Fuoco e poi attraverso il comune di Vernazza, la segnalazione è giunta al Parco. Il sentiero è stato subito chiuso con un’ordinanza del sindaco e la segnalazione è comparsa su sito e sulla App. Subito dopo siamo stati attivati noi che facciamo parte della squadra di recupero”.

I lavori di rifacimento del muro

Sì, perché il territorio del Parco Cinque Terre viene monitorato in modo piuttosto preciso. Per i visitatori esiste un sistema per verificare in tempo reale la percorribilità della rete sentieristica nel Parco: è la App Cinque Terre Hiking Guide che, oltre a fornire informazioni sui sentieri, sulla loro tipologia e sui vari livelli di difficoltà, fornisce mappe, indicazioni sulle località, sullo stato dei sentieri e permette di segnalare interruzioni o problemi durante il percorso.

Cosa avete trovato quando siete arrivati sul posto?
“Il muro era totalmente franato per circa 12 metri quadrati. Anche la staccionata era venuta giù”.

Poche parole, tante pietre. I manutentori, gli angeli dei sentieri del Parco Cinque Terre, si sono messi subito al lavoro. Sapevano che non sarebbe stato un lavoro breve: tanti metri di muro e di sentiero da ripristinare, c’era da ritirare su la staccionata, da riprogettare il muro con una via per l’acqua piovana, altrimenti quello che è accaduto poteva succedere di nuovo:

“La prima cosa che abbiamo fatto è stato sistemare la vegetazione e ricavarci spazio di lavoro. Poi abbiamo cominciato a scavare nelle rovine del muro: abbiamo diviso i sassi. Da una parte le pietre più grandi, dall’altra le più piccole e poi i “recausi”, i sassi, le scaglie di roccia. Abbiamo raccolto la terra. Poi abbiamo iniziato a fondare un nuovo muro. Con tre persone al lavoro tutti i giorni ci è voluta una settimana”.

Come si costruisce un muretto a secco?

"Si comincia facendo una buona base coi sassi più grossi e sani. Dietro si mettono i recausi per favorire il drenaggio e poi si sale con i sassi meno grandi utilizzando un po’ di terra come legante, l’unico “cemento” usato qui nelle Cinque Terre. Qui abbiamo dovuto rifare anche la pavimentazione con una certa pendenza e una canaletta per la pioggia.
Appena finito, andremo a Monterosso, per rifare un muretto di 30 metri quadrati. Ogni volta dobbiamo portare con noi chili di attrezzi, cuffe e strumenti. A volte si cammina per un’ora prima di trovare dove lavorare…”.

Il Sentiero SVA Verde Azzurro (REL 592) da Vernazza a Corniglia alle Cinque Terre

Il Sentiero SVA Verde Azzurro (REL 592) da Vernazza a Corniglia alle Cinque Terre
Il muro a secco rifatto

Questo lavoro ha qualcosa di mitico e pure di profondamente umano, fa pensare alla fatica di Sisifo, condannato dagli dei a spingere eternamente sulla una collina un macigno che, una volta in cima, rotola sempre giù.
La fatica di questi ragazzi non cambia: è sempre la stessa, non sanno quando né dove, ma solo che prima o poi dovranno correre a curare la loro terra franata da qualche parte. Ma la loro non è un impresa senza risultato, anzi.
Se siete abbastanza curiosi, date un’occhiata al loro diario: il Parco ha allestito una nuova piattaforma gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulla rete sentieristica aggiornati in tempo reale. Non a caso si chiama “Oggi siamo a Lavorare”. In ogni momento potere sapere su cosa stanno lavorando Corrado Pellegini, Marco Contessa e Filippo e gli altri. C’è sempre qualcosa da fare per gli angeli dei sentieri. Anche in questo modo si cura un patrimonio dell'umanità.

Mentre parliamo arriva un pettirosso. Si posa sulla terra smossa, scava, si ciba di insetti e vermetti che trova qui e là.
“Ah! Menomale che qualcuno è venuto ad aiutarci! – dice Corrado rivolgendosi all’uccellino, un po’ come San Francesco, o, più profano, come Alessandro Del Piero in un famoso spot  – Eh…, la nostra è una vita abbastanza dura. Questo pettirosso ci auta, è con noi da quando abbiamo iniziato questo lavoro. Si può dire che fa parte anche lui degli angeli dei sentieri, tanto più che lui le ali le ha davvero…".

I manutentori sono contadini, boscaioli o hanno competenze diverse: c’è chi sa tagliare la vegetazione, chi ripristina le indicazioni sui sentieri, chi è esperto di muretti e lavori come questo. Sono ragazzi della zona, persone che vivono qui e amano la propria terra, qualcuno fa il pescatore, qualcuno affitta camere, ognuno ha le sue passioni, Filippo ama pescare, Marco è super tifoso dello Spezia, Corrado ama prendersi cura dei suoi luoghi.

Lavori sui muri a secco alle Cinque Terre
Ripristino indicazioni dei sentieri

È Marco a mostrarmi gli strumenti di lavoro. Marco sembra un pirata di Emilio Salgari, ha una bandana legata in testa e tatuaggi sugli avambracci da vero lupo di mare. Sta finendo il muro inserendovi i “recausi”.

“Usiamo pala, secchi, mazzette. Molto importante il ramponetto a due denti (ne nasce una disputa: a Corniglia lo chiamano forconetto). Sono gli strumenti dei nostri vecchi, gli stessi che si usano per zappare ancora oggi”.
Marco Contessa al lavoro
Marco Contessa al lavoro
Gli strumenti

Quanti metri di muro costruite in un anno?
“In un anno avremmo fatto più di 300 metri quadrati di muro - mi risponde ancora Corrado  - e pulito 30 o 40 km di sentiero.
Questo lavoro è faticoso, ma quando siamo qui, insieme, a mettere pietra su pietra, la passione ha il sopravvento sulla fatica. Ci raccontiamo delle nostre cose, parliamo di noi, stiamo tra amici. L’unico complicato è Marchetto, che viene da Lerici e parla un dialetto diverso, così ostico non capiamo quello che dice… Il bello di questo lavoro è quando magari passo con mio figlio su uno dei sentieri che abbiamo ripristinato e gli racconto le nostre imprese”.

Mentre parliamo arriva Filippo con una cuffa carica di sassi sulle spalle. Ne versa il contenuto in un angolo. Marco li inserirà nel muro uno ad uno. Sono le ossa della montagna.

Corrado, Filippo e Marco

Corrado, Filippo e Marco

Contatti:

Parco Cinque Terre: http://www.parconazionale5terre.it

Parco Cinque Terre, sentieri e outdoor: http://www.parconazionale5terre.it/sentieri-outdoor.php

La Cinque Terre Card: http://www.parconazionale5terre.it/cinque-terre-card.php

Cinque Terre Hiking Guide: https://www.pn5t.it/mappe/#/

Oggi siamo a Lavorare: https://parconuxt.netlify.app/