Arriva l'autunno e le terrazze coltivate a olive si colorano di reti rosse, nere e verdi

La bacchiatura oggi avviene attraverso l’utilizzo di reti di nylon che vengono stese sotto gli ulivi; tra fine ottobre, novembre e dicembre (dipende dall’altitudine, a volte anche a gennaio) con lunghe pertiche verranno fatte cadere le olive dagli alberi. Le ultime olive taggiasche lasciate sulla pianta dopo la bacchiatura danno un olio denominato “Biancardo” apprezzato per la sua delicatezza e dolcezza.

Per la bacchiatura si utilizzano anche abbacchiatori meccanici capaci di muovere pertiche elettriche tra i rami e svolgere più in fretta il lavoro dell’uomo.

L’introduzione delle reti per la raccolta delle olive è relativamente recente e risale tuttalpiù agli anni ‘60 – ’70. Prima le olive venivano battute sugli alberi allo stesso modo ma raccolte a mano su lenzuola tenute in gruppo.

Per la raccolta venivano arruolate molte donne dai territori e paesi circostanti, molte anche da fuori Liguria che svolgevano questo lavoro stagionalmente. Queste donne erano chiamate “sciascieline”, per la loro prevalente provenienza da Sassello e si trovavamo spesso ad operare in zone e contesti lontani da quelli di casa.

L’epopea delle sciascieline è raccontata nel documentario “PER UN PUGNO DI OLIVE – La leggenda delle Sciasceline” di Franco Revelli.

“Per un pugno di olive – La leggenda delle Sciasceline” - 1° parte

“Per un pugno di olive – La leggenda delle Sciasceline” - 2° parte

“Per un pugno di olive – La leggenda delle Sciasceline” - 3° parte