Liguria delle Arti parte venerdì 24 giugno con un’opera dalla storia travagliata. La storica dell’arte Beatrice Astrua ci anticipa quale

Per il primo appuntamento di Liguria delle Arti, il progetto itinerante di Teatro Ipotesi che collega arte, spettacolo e territorio accanto ai capolavori più belli del patrimonio artistico ligure, siamo nel cuore di Savona, a due passi dal mare, all’Oratorio di Nostra Signora di Castello, in via Manzoni, 23. Sede della più antica confraternita di Savona (risalente al 1260), l'Oratorio ospita uno dei gioielli del rinascimento italiano: il grandioso polittico di Vincenzo Foppa e Ludovico Brea del 1490.
La storia e le caratteristiche di quest’opera sono straordinarie e verranno raccontate la serata di venerdì 24 giugno alle 21 da Beatrice Astrua, storica dell’arte formatasi a Genova e a Parigi, con all’attivo la cura di mostre di arte contemporanea al Galata Museo del Mare, la collaborazione con il prestigioso Kunsthistoriches Institut di Firenze e la catalogazione dell'immenso patrimonio artistico sito nell'Albergo dei Poveri.
A Beatrice Astrua abbiamo chiesto una piccola anteprima del suo intervento che, in una serata di pura meraviglia, vedrà esibirsi anche Riccardo Guella, solista di chitarra classica della G.O.G. - Giovine Orchestra Genovese (che eseguirà brani di Niccolò Paganini, Pier Costantino Remondini e Federico Orsolino) e le pagine di Italo Calvino e Giuseppe Mazzini con versi di Camillo Sbarbaro interpretati dall’attore e regista Pino Petruzzelli.

Qui il programma completo di Liguria delle Arti.

Il Polittico di Vincenzo Foppa e Lodovico Brea

Il Polittico di Vincenzo Foppa e Lodovico Brea a Savona

Quali sono i segreti di quest'opera?

È un’opera complessa, monumentale, che ci racconta un po’ del glorioso passato di Savona che diede i natali al futuro Papa Giulio II, il pontefice che chiamò Michelangelo a decorare la volta della Cappella Sistina avviando la grande stagione rinascimentale italiana. Quando non era ancora papa e si chiamava Giuliano della Rovere commissionò questo polittico che rivela già le sue manie di grandezza. L’autore è il bresciano Vincenzo Foppa che vi lavorò con l’aiuto di un pittore nizzardo, Ludovico Brea. Foppa è importante perché incarna l’alternativa al Rinascimento più teorico e prospettico in voga nell’Italia centrale, presentandoci immagini che, oltre al rigore e alla sobrietà, offrono anche un certo realismo e quella spontaneità espressiva nell’atteggiamento che diverrà poi rappresentativa della pittura lombarda, spiegando così persino l'arrivo di Caravaggio nel secolo successivo. In quegli anni dunque a Savona si respirò un po’ dell’atmosfera di innovazione artistica dei grandi capolavori successivi.
Il polittico di Vincenzo Foppa

Quindi un’opera importate che guardava al futuro…

In quest’opera si nota anche come nel suo stile Foppa abbia assorbito la lezione di Mantegna, in particolare con la fusione tra architettura e pittura, sembra quasi di intravvedere in 3D la spazialità della struttura che prosegue sul retro come in una illusione.
Tra le figure, quella della Madonna è molto tenera, lei e il suo bambino hanno uno sguardo umano, il realismo di Foppa serviva per avvicinare le persone, le figure non sono più presenze austere ma i fedeli potevano immedesimarsi e avviare un dialogo con loro.

Il polittico di Vincenzo Foppa a Savona

Quest’opera ha anche una storia travagliata…

Fu commissionato per l’antica cattedrale di Savona che era al Priamar, purtroppo poi rasa al suolo dai genovesi per colpire il morale di Savona e sostituita dall’attuale fortezza. Per fortuna i savonesi riuscirono a salvare alcuni dei capolavori che custodiva tra cui il polittico di Foppa che, concluso nel 1491 nemmeno trent’anni dopo fu costretto a traslocare nell’oratorio dove tuttora si trova.

La fortezza del Priamar

La fortezza del Priamar