La Liguria della lavanda. Ecco due luoghi in cui tuffarsi tra le onde viola

In Liguria c’è un altro mare, oltre a quello blu che conosciamo tutti. Non è molto lontano da quello sulla costa, solo qualche chilometro nell’entroterra.  Anche questo mare l’agita il vento, anche qui, una dopo l’altra s’inseguono le onde. Ma non è blu, è un mare viola, un mare di lavanda. Lassù, sui monti della Liguria, c’è ancora chi coltiva la lavanda. Una tradizione che s’integra perfettamente con il territorio, letteralmente estraendone le qualità essenziali.

È una tradizione che arriva dalla Provenza, dovuta ai continui passaggi tra Italia e Francia che riguardavano e riguardano ancora oggi la Liguria. Ma sono i territori a fare la differenza: in Provenza le coltivazioni di lavanda si distendono su grandi campi, mentre in Liguria sono i fianchi dei monti a colorarsi di viola, con regalando scenari straordinari.

Ecco due luoghi, uno a Ponente e l’altro a Levante, in cui la lavanda e la Liguria sono ormai legate intimamente, in cui potrete davvero fare l’esperienza della lavanda: conoscerne la tradizione, amarne il profumo, il sapore e le mille caratteristiche.

 

Antica Distilleria Cugge di Agaggio: la lavanda in Valle Argentina

In Valle Argentina, la valle della taggiasca, delle streghe e delle Alpi Marittime, ricchissima di tradizioni e storia, la lavanda cresce spontanea. La tradizione della raccolta e della distillazione per la preparazione di estratti di lavanda arrivò alla fine del 1800, probabilmente importata dalla vicina Provenza, ma ha poi sviluppato una sua tradizione e una sua produzione specifica fino al secondo dopoguerra, quando la coltivazione rimase in un ambito più familiare. Ma c’è ancora chi la coltiva oggi, come l’Antica Distilleria Cugge di Agaggio, nei pressi di Molini di Triora, nonostante le difficoltà di un territorio fragile che ha subito numerose alluvioni negli ultimi anni.

Campi di Lavanda a Drego

“Noi coltiviamo la lavanda da tre generazioni – racconta Rita Cugge, erede di una famiglia di coltivatori e distillatori di lavanda di cui è rimasta attiva lei e la sorella Patrizia - Cominciò nostro nonno Pepin raccogliendo quella spontanea sulle montagne. Si saliva lassù armati di falcetti e teli di iuta, si raccoglieva la lavanda e la si portava giù a distillare con una teleferica. Rifornivamo d’olio essenziale alla Ditta Niggi, nota per il marchio Lavanda Col di Nava. In seguito mio papà Pippo acquistò l’alambicco della Ditta Niggi dalla capacità di circa 300 chili di fiore in ferro e non più in rame, così nacque la Distilleria Cugge”.

lavanda

Oggi come avviene la coltivazione?

“Fu mio padre a replicare le piantine di lavanda per poi ripiantarle in un terreno a Drego, in altura, durante l’autunno per permettere loro di resistere alla siccità. Ancora oggi abbiamo lassù i nostri campi. Purtroppo l’ultima alluvione ha reso la strada inutilizzabile e dobbiamo tornare ad andare a raccogliere la lavanda a piedi…”

Come avveniva l’estrazione?

“Oggi usiamo un distillatore a “fuoco indiretto”, mentre un tempo veniva usato il metodo a “fuoco diretto”, a legna di castagno locale. Il distillatore si compone di tre parti: la caldaia, l’alambicco e la serpentina. La caldaia è un contenitore chiuso cilindrico sempre pieno d’acqua; sotto vi è la camera del fuoco che, durante la distillazione, deve essere costantemente alimentato al fine di riscaldare l’acqua nel più breve tempo possibile. A fianco si trova l’alambicco, collegato alla caldaia tramite un tubo dal quale, una volta che l’acqua arriva all’ebollizione, fuoriesce il vapore necessario per l’estrazione dell’olio essenziale. Il fiore appena raccolto si distende a terra per evitarne la fermentazione, poi con l’uso di alcune forche si versa nell’alambicco che viene chiuso ermeticamente con un coperchio a cono, che ricorda una pipa rovesciata, alla sommità del quale un tubo lo collega ad una serpentina in cui scorre acqua fredda. In essa i vapori che hanno attraversano i fiori e gli oli essenziali si condensano e tornando rapidamente allo stato liquido. Si separa quindi l’olio essenziale dall’acqua e quest’ultima prende il nome di idrolato di lavanda.”.

raccolta della lavanda
Il distillatore per la lavanda

Quali sono le qualità e i benefici della lavanda?

“La lavanda ha molteplici proprietà terapeutiche. Può essere usata semplicemente come rinfrescante, oppure costituisce un buon tonico e detergente per il viso, ma può essere usata anche contro le scottature, il mal di testa, come rilassante e favoritore del sonno. Recenti studi scientifici hanno confermato rimedi tradizionali che noi seguivamo da anni. Inoltre la lavanda è ottima come antitarme, per profumare la biancheria o come antipidocchi o repellente contro le zanzare.”

Quali sono i vostri prodotti?

Nella nostra Bottega online si trovano molti prodotti per la cura del corpo assieme all’idrolato di lavanda e gli oli essenziali, ma anche composte di frutta e di lavanda e profuma biancheria. Nel mese di luglio organizziamo una festa della lavanda, con escursioni nei campi di lavanda e visita alla nostra piccola bottega/museo, sempre possibile su prenotazione:  349 500 49 21

prodotti a base di lavanda

Il Lavandeto di ARnico: un tuffo nella lavanda in Val D’Aveto

L’Azienda Agricola La Lavanda di ARnico è un cuore viola nel verde della Val D’Aveto,  a Levaggi di Borzonasca. Non esisteva, prima del suo arrivo, una tradizione di coltivazione della lavanda in questa zona. Nemmeno questo luogo, “ARnico”, esisteva: è nato, infatti, dai nomi dei due fondatori, Arnaldo Rocca e Nicoletta Devoto, che dalla Lombardia sono arrivati a Borzonasca, conquistati dalla lavanda dopo un viaggio in Provenza.

Lavandeto di ARnico

“Qualcuno ci ha considerati dei “pionieri” – dice Nicoletta Devoto - non esisteva, nel Levante Ligure, una tradizione della coltivazione della lavanda soprattutto indirizzata alla sua filiera completa”.

Il lavandeto di ARnico

L'az. Agricola La Lavanda di ARnico nasce infatti nel 2014 con il recupero di alcuni terreni a Levaggi di Borzonasca,  iniziando  la coltivazione del fiore di lavanda con qualità pregiate e selezionate per alto contenuto di olii essenziali,  completando il ciclo con la trasformazione e confezionamento di prodotti a base di fiore fresco e essiccato.

Quali sono i vostri prodotti principali?

“L'attività e la produzione di nicchia in piccole quantità è indirizzata esclusivamente a livello artigianale, con una significativa lavorazione a carattere manuale ed il contributo della distillazione, con olio essenziale ricavato tramite un distillatore a corrente di vapore. La produzione si completa con profumatori per ambiente e una linea di prodotti destinati al relax e benessere personale. Vendiamo direttamente in Azienda.”

Prodotti a base di lavanda

Altre alla produzione, al Lavandeto di ARnico si può fare un vero “tuffo” nella lavanda…

“Dal 2018 abbiamo realizzato un percorso Natura all'interno del lavandeto, permettendo a visitatori di visitarlo soprattutto nel periodo della fioritura, tra giugno e luglio, offrendo una passeggiata nei nostri campi di produzione, dove sono state create zone di lettura poesie, percorsi di relax e sensoriali a piedi nudi su materiali naturali, oltre a una zona dedicata alla silvoterapia. Nell'Azienda Agricola c’è anche la Casa del Lavandeto, in loc. Brizzolara di Borzonasca, con due appartamenti arredati per trascorrere un weekend o un periodo immersi nella lavanda.”

Avete eventi in programma per l’estate 2021?

“Recuperando un piccolo bosco limitrofo al Lavandeto, apriremo questa zona chiamata Bosco degli Insetti con casette artigianali dedicate agli animali e destinato soprattutto ai più piccoli tra i visitatori. Durante il periodo della fioritura sono previsti degli appuntamenti di Arteterapia destinati a famiglie ed in particolare ai bambini e ragazzi con genitori. Le date degli eventi sono su https://www.lalavandadiarnico.it/eventi.html”. Il 22 Agosto si terra' la Terza Edizione dell'evento  Profumi, suoni e benessere.”

percorso natura del Lavandeto di Arnico