Una tradizione nata dalle mani delle donne liguri che ambisce a divenire Patrimonio Immateriale Unesco

Storie di reti, trame, intrecci: la Liguria è anche questo.

Ma per una volta non ci riferiamo alle reti che, da sempre, i pescatori liguri affondano nel mare, bensì a quelle dei merletti, i ricami che le loro mogli intrecciavano a casa, nelle lunghe ore di attesa. Trame non meno complesse, realizzate da mani altrettanto sapienti, esperte: le donne di Rapallo, Santa Margherita Ligure e del Tigullio, che hanno saputo far tesoro dell’attività di rammendo delle reti per i loro mariti trasformando questa necessità in una forma d’arte con cui si abbellivano lenzuola, biancheria e tessuti.

La tradizione del pizzo al tombolo nacque nel XVI secolo in vari centri del Tigullio e negli anni è diventata parte del contesto sociale ed economico del territorio, fino a conoscere il suo periodo migliore nell’800 e nei primi del ‘900 quando la Manifattura Zennaro, fondata nel 1908 e attiva fino al 1968, portò quest’arte fuori dai confini liguri e ispirando anche artisti internazionali come Lele Luzzati che nel 1964 realizzò un grande pannello a mosaico sulla Commedia dell’Arte ora ospitato presso il Museo del Merletto di Rapallo, mentre è del 1969 la Scuola Ligure del merletto.

L’arte del pizzo al tombolo è ancora oggi legata alla capacità e professionalità di molte donne che, secolo dopo secolo, hanno tramandato questa nobile arte: le merlettaie.
Tra Rapallo e soprattutto Santa Margherita, vivono le ultime artigiane, come Luisa De Gasperi, esperta merlettaia, presidente dell’associazione “Amici del Tombolo”.
L’abbiamo incontrata per scoprire che non solo si organizzano corsi (frequentati anche da uomini), ma che sullo sfondo del rilancio di questa capacità c’è anche un sogno: promuovere il merletto come Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco.

Negli anni il metodo di lavorare non è mai cambiato davvero, ma i risultati prodotti sì:

“Una volta si facevano corredi per il matrimonio, lenzuoli e tovaglie soprattutto – dice Luisa De Gasperi - oggi si preparano complementi per abbigliamento, in particolare sciarpe, ma anche accessori come porta telefoni cellulari. Il mercato è cambiato, ma la nostra attività è sempre la stessa”.

Anche i materiali sono un po’ diversi:

“Oggi, sempre per ragioni di mercato, usiamo anche fili d’oro e d’argento. Con una modalità non moto diversa da quella che usano i maestri filigranisti. Nella scuola di Santa Margherita i punti sono ancora chiamati con i loro nomi in genovese: scarsellina, armellette e il difficilissimo "punto Rapallo", tondeggiante a forma di seme in rilievo o fogliolina”.
Pizzo al tombolo

Ci sono poi i corsi:

“Si fanno durante tutte le stagioni e non partecipano solo donne. Negli anni sono passati dal tombolo anche alcuni uomini, soprattutto studenti dell’Accademia di Belle Arti, ma anche persone curiose di conoscere. L'idea di fare il corso mi è venta una decina di anni fa; poi sono nate le collaborazioni con i Comuni; siamo tutti uniti nella salvaguardia e al mantenimento del patrimonio immateriale”.

Ha riaperto al pubblico la sala espositiva “Meistri e Mestè” a Santa Margherita Ligure. I corsi sono gratuiti, le lezioni si tengono con cadenza bisettimanale, il lunedì e il giovedì dalle ore 15 alle ore 18. Per informazioni e iscrizioni si possono contattare i Servizi Bibliotecari del Comune di Santa Margherita Ligure telefonando allo 0185205453. La sala, in via XXV Aprile 65, è visitabile su appuntamento ed è inoltre possibile prenotare visite guidate per le scolaresche, telefonando al numero 3357587776.

Pizzo al tombolo

Il Comune di Santa Margherita Ligure nel 2018 ha istituito l’Albo delle Merlettaie, un registro in cui vengono iscritte tutte le persone che dimostrano di esercitare l’arte del pizzo al tombolo nella sua forma tradizionale e che ha intrapreso insieme ad altre città italiane l’iter per il riconoscimento del merletto quale patrimonio immateriale dell’umanità Unesco.

Pizzo al tombolo
L’obiettivo finale resta quello di non far perdere le tracce di un tipo di ricamo che fino alla metà del Novecento è stata un fiore all' occhiello del Tigullio. Prima dell’avvento del turismo di massa, che ha trasformato questi paesi di pescatori in luoghi di vacanza, pizzi e merletti servivano a far quadrare i conti del bilancio familiare: a Rapallo fino al 1968 si ricamava per le manifatture Zennaro, mentre i marinai e naviganti di Santa, Portofino e Camogli partivano con le sacche piene di pizzi al tombolo e macramè, merce di poco peso e grande valore quando veniva venduta o barattata all' estero.

Meistri e Mestè a Santa Margherita Ligure, via XXV Aprile 65

Meistri e Mestè

Luisa De Gasperi con due allieve

Luisa De Gasperi con due allieve

"Il riconoscimento Unesco è il mio sogno nel cassetto, ma sono fiduciosa che possiamo arrivare a ottenerlo. Io ci credo, così come credo che sia fondamentale non disperdere i saperi dei nostri avi - racconta Luisa - la mia è una passione e anche un lavoro."

Luisa De Gasperi

Luisa De Gasperi

Contatti:

Per informazioni e iscrizioni sui corsi contattare i Servizi Bibliotecari del Comune di Santa Margherita Ligure telefonando allo 0185 205453
Per visitare la sala in via XXV Aprile 65 e prenotare visite guidate per le scolaresche, telefonare al numero 335 7587776
https://www.amicideltombolo.org/