Dolceacqua, Terra dei Doria

1: Monet e l’impressionismo
Via San Filippo

"... il luogo è superbo, vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza ..." così Monet descrisse Dolceacqua durante la sua vista nel 1884.
Ciao e benvenuto a Dolceacqua, il borgo incantato che lasciò a bocca aperta persino Monet. Devi sapere infatti che Monet fu un pittore impressionista, che fece la sua prima visita in Riviera alla fine del lontano 1883 in compagnia del suo amico Renoir, anch'egli pittore, per circa quindici giorni. Monet fu talmente colpito dal fascino dei luoghi che, appena rientrato a Giverny, manifestò subito il desiderio di ritornarci, infatti il 23 Gennaio 1884, Monet è di nuovo a Bordighera. Durante questo suo nuovo viaggio “vagabondò” per la Riviera spingendosi nell’entroterra della val Nervia, fino a Dolceacqua, dove dipinse il ponte e il castello. Nel punto dove dipinse l'opera, oggi puoi ammirare una cornice in ricordo di essa, che testimonia come il borgo sia rimasto invariato nel tempo. A te, piace dipingere?

2: Il dominio dei Doria
Via Monsignore Laura

Oberto Doria, capitano del popolo genovese, acquisì il castello nel 1270 che venne ampliato dai suoi successori contestualmente allo sviluppo dell'abitato sottostante, detto "Tera", seguendone il ripido crinale.
La storia di Dolceacqua si identifica con le vicende del castello, comprato nel 1270 da Oberto, e della signoria dei Doria che vanta tra i molti personaggi Caracosa (che nome strano), che fu la madre dell'ammiraglio Andrea Doria; durante il loro florido dominio ed esaurito lo spazio alle pendici del castello ,dalla metà del quattrocento si ha la crescita del nuovo quartiere "Borgo", al di là del torrente Nervia collegato da un elegante ponte a schiena d'asino a un solo arco di 33 metri di luce. Il quartiere "Tera" si sviluppò ulteriormente in altezza sopraelevando le case fino ad arrivare anche a sei piani. Da qui il percorso prosegue verso il castello nei "carugi", che conservano intatta l'atmosfera medievale con angoli di grande suggestione

3: Porta Lù e l’accesso al Castello
Via Castello

Edificato nel XII secolo dai Conti di Ventimiglia, arroccato a dominio della Val Nervia è stato oggetto nei secoli di profondi cambiamenti e ampliamenti.
Il recupero del 2018 ci permette di vederlo quasi tutto, in un percorso panoramico arricchito da binocoli che consente di ammirare l'intera valle, dal mare, alle vigne di Rossese ed oliveti di "Taggiasca". Due sale video raccontano la Storia del Castello, di Dolceacqua, dei suoi monumenti, dei prodotti tipici e delle sue antiche tradizioni. Al livello superiore le Sale Doria-Grimaldi dotate delle più moderne dotazioni multimediali raccontano in maniera interattiva e coinvolgente la storia delle due famiglie e gli stretti legami tra Dolceacqua e Monaco, in una trama segnata da amore e omicidi, attraverso i loro principali personaggi che si animano nei quadri esposti. Ti va di andare insieme a vederli? Il percorso prosegue poi lungo la ripida scalinata che porta al vallone degli orti fino a giungere in piazza Mauro.

4: Monumento al frantoio e fontana del “Rossese”
Piazza Mauro

Due monumenti a tributo di due eccellenze del territorio, l'olio di oliva ed il vino "Rossese" di Dolceacqua
Il frantoio è uno strumento che consente di macinare le olive, per ricavarne l'olio, e questo è un monumento al Frantoio. Il monumento al Frantoio è dedicato a Pier Vincenzo Mela, che nel sec. XVIII ha sviluppato il procedimento di lavatura della sansa di olive che venne in seguito adottato in tutto il bacino del Mediterraneo. Troviamo poi La fontana del "Rossese", come tributo al tipico vino locale, prima DOC della Liguria nel 1972, che vanta una lunga tradizione sia di autenticità del vitigno, sia di zona di coltivazione. Ai grandi piace molto il vino! Questo è uno tra i più apprezzati vini liguri, ha un colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento, odore vinoso intenso ma delicato, sapore morbido, caldo, spesso vellutato, più o meno aromatico, con piacevole lieve vena amarognola, dovuta ai tannini, ricco di stoffa e di corpo. Quando sarai grande, potrai assaggiarlo anche tu!

5: Monumento alla “Liguria Agreste”
Piazza Garibaldi
La statua bronzea donata al Comune nel 1987 dall'imprenditore Garosci, realizzata dallo scultore Sergio Unia, vuole essere un tributo alla generosità ed operosità degli abitanti del luogo.

La figura di una dolce donna simbolo della bellezza e generosità di questa terra, dei terrazzamenti strappati con fatica per coltivare l'olivo e la vite, a simbolo delle donne dolceacquine forti ed operose. Accanto ad essa troviamo una capretta e i prodotti più rappresentativi del territorio. Da qui il percorso porta al di fuori del paese per arrampicarsi sulla collina attraverso le tipiche mulattiere, spesso lastricate, utilizzate in passato dai contadini con i loro muli, da qui il nome, per recarsi nelle campagne da cui è possibile godere di una vista in stile cartolina del borgo. Buona camminata!

6: La cappella di San Bernardo e gli ulivi
Località San Bernardo
La piccola chiesa campestre conserva pregevoli affreschi raffiguranti S. Bernardo ed è circondata da ulivi secolari

Questo edificio fu costruito nel Medioevo! E' visitabile su prenotazione, conserva affreschi databili tra il XIV e XV secolo. Ma ora, parliamo un po' dell'ulivo. La presenza dell'ulivo sul territorio è riconducibile al rapporto con i greci di Marsiglia e successivamente con la colonizzazione romana. Il più ampio sviluppo si ha nel XV secolo con il dominio dei Doria e i loro commerci in quanto l'olio non veniva utilizzato solo nel settore alimentare. La varietà è la Taggiasca da cui si ottiene un olio tendenzialmente dolce all'assaggio e con un grande equilibrio, ottime proprietà organolettiche ed una bassa acidità. Il percorso di Dolceacqua finisce qui, ricordati di tornare dove hai preso la mappa, dare il tuo voto sulla app LamiaLiguria e ritirare il tuo gadget!

Terra dei Doria