Moneglia, paese di pirati, guerre, mare e artisti

In questa breve passeggiata da Levante a Ponente del borgo di Moneglia scoprirai, in una maniera nuova e divertente, le sue storie e alcune curiosità: segui la mappa e passerai da un castello all'altro, fra imponenti draghi e quadri d'artista.

Partenza dalla sede della Proloco in Corso Libero Longhi n.32, sarà una breve passeggiata da Levante a Ponente del borgo di Moneglia con la prima tappa in Via Felice Romani, presso la lapide, murata su un lato della Chiesa di Santa Croce, in memoria della battaglia navale Genova - Pisa, la seconda tappa sarà in Lungomare Dante Alighieri, nel parco della fortezza di Villafranca, costruita per difendere Moneglia dalle scorribande dei pirati, da lì si procede verso la terza tappa in Piazza Garibaldi, alla scoperta della storia di Giuseppe Vallaro detto "Geppin" e della "strada delle gallerie", rifugio per la cittadinanza durante la Seconda Guerra Mondiale.
La passeggiata prosegue verso la quarta tappa in Via Venino per conoscere la storia della fortezza di Monleone di cui si conservano ancora le antiche mura, si scende in Via Fratelli Botto - 5^ tappa - per ammirare, nella Chiesa di S. Giorgio, la macchina da processione di Pietro Galleano, ultima rimasta in Liguria, recentemente restaurata e raffigurante San Giorgio che sconfigge il drago.
Sesta e ultima tappa in Corso Libero Longhi (controviale) ad ammirare la riproduzione de "Pino sul mare" di Carlo Carrà. Quando arrivi in corrispondenza di un QR Code, punta su di esso lo smartphone e ascolta.

1: Anelli della catena di Porto Pisano
Via Felice Romani 2

Sul fianco della chiesa di Santa Croce, due grossi anelli arrugginiti e una lapide con due immagini di San Giorgio che uccide il drago racchiudono una storia di battaglie antiche!
Benvenuto nel Comune di Moneglia! Iniziamo l’itinerario con una curiosità che riguarda i due grossi anelli appesi sul fianco della chiesa di Santa Croce, con una specie di targa di marmo con scritte in lingua latina e due immagini di San Giorgio che uccide il drago!
Questa storia risale al 1290, quando Trancheo Stanco (che nome strano!), insieme ad altri monegliesi, diede un coraggioso aiuto a Genova contro Pisa, nella battaglia di “Porto Pisano”. I due anelli che vedi qui facevano parte della catena che chiudeva il porto di Pisa. Oggi sono in ricordo di quella battaglia. Se la chiesa è aperta, prova ad entrare e ne rimarrai affascinato, lo stesso vale per il vicino Oratorio, che risale al 1200 e ha cinque strati di affreschi di varie epoche. Sulla facciata dell’oratorio è murata una lapide, anche questa antichissima, riferita alla morte di due mercanti della lana provenienti da Firenze.

2: Castello di Villafranca
Lungomare Dante Alighieri

In fondo al lungomare si alza a difesa del borgo la fortezza di Villafranca, nata per proteggere Moneglia dagli attacchi dei corsari.
La vedi quella torretta in fondo al lungomare? È parte della fortezza di Villafranca, una struttura costruita nel Medioevo e poi rifatta più volte, per proteggere Moneglia dagli attacchi dei corsari, le cui incursioni alla metà del 1500 si stavano facendo sempre più frequenti. Dalle garitte agli angoli della struttura, si potevano avvistare proprio i nemici che arrivavano dal mare! La famiglia Burgo la trasformò in abitazione tra il 1936 ed il 1939 e fu creato attorno anche il parco ricco di essenze arboree mediterranee, che possiamo in gran parte apprezzare ancora oggi.

3: lapide di Giuseppe Vallaro "Geppin" e gallerie
Piazza Garibaldi

In piazza Garibaldi, ammira le gallerie e sali alla panoramica passeggiata sul promontorio di Sant'Elmo, introdotta dalla lapide dedicata al grande capitano marittimo Giuseppe Vallaro.
Quando si parla di Moneglia, non si possono non nominare le gallerie! Dove sono? Alza lo sguardo, da piazza Garibaldi, e vedrai la prima di altri 7 km di tunnel! La strada delle gallerie, oggi percorsa dalle macchine, fino al 1932 è stata sede della linea ferroviaria, realizzata circa 150 anni fa. Con la costruzione della nuova ferrovia fu abbandonata e fu resa percorribile da mezzi con le ruote. Ma durante la Seconda Guerra mondiale, quando Moneglia fu pesantemente danneggiata dai bombardamenti, le gallerie servirono anche da rifugio della popolazione che lì al buio, nel fango, organizzò la propria vita, trasferendovi le attività commerciali, il comune, la chiesa e la posta. Da piazza Garibaldi, Sali in pochi minuti al panoramico promontorio di Sant'Elmo e soffermati a guardare la lapide del grande capitano marittimo Giuseppe Vallaro, posta all'inizio della salita.

4: Castello di Monleone
Via Venino

Il sistema delle fortificazioni a difesa di Moneglia non si esauriva nella fortezza di Villafranca: anche a Ovest il borgo era protetto da una massiccia torre, oggi sostituita da un castello moderno: il castello di Monleone.
Da dove deriva il nome Moneglia? Sembra che derivi dal termine latino "munilia", cioè "ben munita", ben difesa. Moneglia, infatti, era difesa a Levante dalla fortezza di Villafranca e a Ponente dal castello di Monleone. Secondo i documenti antichi la prima torre fu costruita in brevissimo tempo nel 1173. Nel perimetro dell’antica struttura di difesa ora possiamo ammirare un curioso castello realizzato all'inizio del 1900 per volontà del marchese De Fornari, simile al castello Mackenzie di Genova e ad altri edifici che sembrano medievali anche se non lo sono. Il castello di Monleone è normalmente chiuso, ma è piacevole la passeggiata che da piazza Garibaldi porta alla chiesa di San Giorgio o alla spiaggia de La Secca, permettendo di ammirare le sue antiche mura.

5: Statua di San Giorgio e il drago
Via Fratelli Botto 15

Scendendo dal castello di Monleone verso il centro di Moneglia, si può raggiungere la chiesa di San Giorgio: all’interno l’imponente statua in legno che raffigura San Giorgio che uccide il drago.
Conosci la storia del santo “guerriero” San Giorgio, protettore di Genova? Secondo la leggenda uccise il drago che seminava terrore in Libia e richiedeva ogni giorno una pecora e un giovane estratto a sorte. Da allora San Giorgio è il simbolo della lotta tra bene e male, in cui il bene vince sempre. È per questo che tante chiese nel nostro territorio sono dedicate a questo santo, proprio come questa di Moneglia. Se la trovi aperta, entra e ammira una delle più grandi statue in legno della Liguria: San Giorgio che uccide il drago, firmato da Pietro Galleano, allievo del più importante scultore ligure, Anton Maria Maragliano. Sul fianco sinistro della chiesa degno di attenzione puoi ammirare il chiostro francescano.

6: Il pino sul mare
Corso Libero Longhi, controviale

Moneglia è collina e mare: dalla coltivazione degli olivi fino al lavoro dei pescatori, questo territorio è ricco di bellezze che hanno ispirato anche il grande pittore Carlo Carrà.
Come descrivere Moneglia in due parole? Semplice: Collina e mare. Per la sua bellezza e per il clima, Moneglia è stata meta di vacanza già cento anni fa, anche da parte di personaggi importanti, come il pittore Carlo Carrà, il quale, dal Piemonte, venne a trascorrere l'estate proprio qui. Se vi guardate intorno vedrete l'immagine di un quadro che fu dipinto da questo artista nel nostro paese: "Il pino sul mare", un'opera che trasmette fin da un primo sguardo un senso di pace e tranquillità. Quest'opera rappresentò la svolta del pittore nella storia dell'arte italiana e che avrebbe dato poi ispirazione a tanti altri artisti. Sai qual è il tratto di mare rappresentato nel quadro? Probabilmente il promontorio di Sant'Elmo, ovvero il Sant'Erasmo, protettore dei marinai e dei pescatori. La passeggiata di Moneglia finisce qui, grazie per la visita. Non dimenticare di tornare al punto di partenza, ritirare il tuo gadget e votare il percorso!

Moneglia, paese di pirati, guerre, mare e artisti