Un prodotto inimitabile, ingrediente base nella ricetta del pesto genovese

Il basilico è una delle colture più tipiche della Liguria, il simbolo di un'agricoltura sospesa sul mare e di una cucina dai sapori antichi. Il suo nome deriva dal greco “basilikos” ovvero “pianta regale” attribuito per la sua bontà come erba aromatica. Le foglie si consumano fresche e si possono conservare in barattoli di vetro ricoperte da olio d'oliva oppure congelate. Insieme a formaggio, pinoli, aglio e olio d'oliva è l'ingrediente base del pesto genovese, la salsa tipica della cucina ligure. 

Il basilico è stato introdotto in diverse aree del Mediterraneo e nella stessa Liguria dai Romani che gli attribuivano proprietà curative. Diventa coltura tradizionale a Genova a partire dal XIX secolo, grazie all'introduzione delle serre in agricoltura all'interno di un territorio di grande vocazione agricola: l'area del ponente genovese.

I mazzi di basilico racchiudono l'inconfondibile aroma di mare e di salsedine liguri perché il terreno è fondamentale per ottenere un prodotto di grande qualità: il basilico, infatti, è una specie che risente fortemente dell'ambiente di coltivazione. Per questo, il basilico genovese ha ottenuto il marchio europeo di qualità DOP (denominazione di origine protetta) che viene attribuito agli alimenti le cui caratteristiche qualitative sono dovute essenzialmente alle peculiarità di uno specifico territorio, influenza dell'ambiente e delle tecniche tradizionali di produzione.

Per maggiori informazioni visita il sito del Consorzio del basilico genovese D.O.P.