Riconsegnata alla città la chiesa dell’Immacolata Concezione, architettura religiosa secentesca rimasta inalterata nel tempo

L’Albergo dei Poveri non è solo un edificio maestoso e imponente ma è la fotografia viva di un continuo legame con Genova: dalla posa della prima pietra ai giorni nostri. È la storia complessa e intensa di un’istituzione e struttura che è cresciuta nel corso dei secoli. Un rapporto che oggi si identifica, anche, con le azioni volte a recuperare e a valorizzare questo gioiello architettonico.

Dopo più di vent’anni dalla chiusura, la Chiesa dell’Immacolata Concezione, all’interno dell’Albergo dei Poveri riapre le porte al pubblico, con visite guidate e la messa del 10 maggio che sarà celebrata dal cardinale Angelo Bagnasco. Il lungo e difficile restauro ha riportato alla luce l’unica testimonianza genovese di architettura religiosa secentesca a non aver subito alterazioni nel corso dei secoli, salvandola dal destino immane degli ultimi anni che l’aveva destinata a magazzino.  

La sua rinascita culturale è rappresentata dal restauro dell’antico organo e dalla catalogazione dell’immensa documentazione archivistica. Un patrimonio artistico culturale che torna finalmente alla luce: dall’altare maggiore scolpito da Francesco Schiaffino, alla statua della Madonna di Pierre Puget senza dimenticare le pareti laterali con tele del Piola, del Piaggi e del De Ferrari. Una Chiesa a navata unica, all’inizio pensata come cappella al centro dell’edifico poi come tempietto votivo. Una chiesa molto amata in passato dai genovesi, un amore così forte che portò lo stesso fondatore dell’Albergo dei Poveri a sceglierla come propria tomba. I recenti restauri hanno, infatti, evidenziato che l’antica lastra senza nome, collocata alla fine del corridoio di passaggio, che precede lateralmente l’altare maggiore, conserva le spoglie di Emanuele Brignole. Una tomba anonima, povera e scevra segno di una profonda umiltà che contraddistinse Emanuele Brignole.

I genovesi hanno iniziato a riscoprire questo gioiello in occasione delle visite guidate promosse negli ultimi anni nelle Giornate del Fai e dei Rolli. Reclusorio, ospizio, istituto, residenza sanitaria e polo accademico: sono tante le vesti che ha saputo indossare nei secoli l’Albergo dei Poveri. Non dimenticando quella originaria. Ciò che per tanti anni è rimasto in silenzio ritorna ad avere voce.

Il 16 e 17 maggio l'Università organizza visite guidate a cura del prof. Magnani e dei suoi allievi per visitare la Chiesa e scoprire la sua storia travagliata.

 

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