Pesto patrimonio dell’Unesco: uniti si vince

Genova e la Liguria si mobilitano dal 12 al 18 marzo. Uniti per riconoscere il Pesto alla Genovese come patrimonio dell’Unesco

Un mortaio in marmo, un pestello in legno e gli ingredienti (segreti e non) che danno vita al Pesto alla Genovese, quello originale. Molti provano a emularlo, pochi riescono ad avvicinarsi alla fragranza intensa del pesto preparato con basilico di Prà.

Una battaglia che unisce Genova e la Liguria. Da questa unione, da questo coro di voci, arriva la proposta di riconoscere il Pesto alla Genovese come patrimonio dell’Unesco.

Dopo i Palazzi dei Rolli, le Cinque Terre e il Parco del Beigua, arriva dunque il turno del pesto nostrano.

Una candidatura che ci porta dritti alla settimana all’insegna del pesto: dal 12 al 18 marzo, Genova e la Liguria si coloreranno di verde-basilico. Il menù prevede: pestate collettive, flash mob gastronomici e il clou del Campionato Mondiale del Pesto al Mortaio, che si terrà a Palazzo Ducale sabato 17 marzo.

Per raggiungere l’obiettivo però servirà l’apporto di tutti i genovesi e di tutti i liguri. Già, perché per inserire il Pesto al mortaio fra i 364 beni immateriali dell’Umanità Unesco sarà necessaria una raccolta firme. In tutti i comuni liguri potranno firmare il sostegno alla candidatura. Firme che verranno raccolte e consegnate in un unico librone ai commissari Unesco.

In campo scenderanno anche personaggi famosi liguri, che diventeranno per l’occasione Pestimonial del pesto al basilico. Ma non finisce qui, sabato 17 ogni ligure che si rispetti è invitato a pestare in piazza De Ferrari, per poi rilanciare sui propri social #WorldPestoDay la propria adesione all’iniziativa. Una giornata che farà del pesto la vera e incontrastata star del web.

 

Please publish modules in offcanvas position.

 Facebook

 Twitter

 Pinterst

 whatsapp

 Google+

Per offrire informazioni e servizi nel miglior modo possibile, questo sito utilizza cookie tecnici e analitici.