Un esplosione di primavera. Un fiore simbolo di lotta e libertà. Un sogno d’inverno. Ma anche qualcosa di più in Liguria…

Chi si trova in Liguria tra febbraio e marzo non può non notarla. È una festa colorata, che salta da un pendio all’altro, uno strillo giallo tra le fasce dove la natura ancora dorme, una voglia di primavera che apre il cuore di speranza nell’inverno. È la mimosa, una pianta che ha trovato in Liguria il suo habitat, tanto da diventarne uno dei simboli. Originaria della Tasmania, la Mimosa ( o Acacia dealbata) è arrivata in Liguria nel XIX secolo dove viene coltivata come pianta ornamentale.  

In Liguria la mimosa si è integrata benissimo e, oltre che essere ormai una parte importante del mercato floricolo, questo fiore ha cominciato ad assumere anche valenze culturali e sociali che la legano ancor più alla nostra regione.

Ecco qualcosa che forse ancora non sapete sulla mimosa:

 

1. Capo Mimosa

Sapete che in Liguria, al confine tra le province di Imperia e Savona, a due passi dalla via Aurelia c’è Capo Mimosa? Si tratta di una località nel comune di Cervo, di cui fa parte un piccolo centro, Rollo.
È uno spettacolo per gli occhi vederlo, a fine febbraio, completamente immerso nel giallo paglierino, circondato com’è da coltivazioni e piante di mimosa. A volte anche durante la corsa ciclistica Milano – Sanremo, che si svolge tradizionalmente intorno al 19 marzo, si può ancora notare qualche pianta fiorita.

Capo Mimosa

2. Festa della donna

Dal 1946, la mimosa è il fiore simbolo dell’8 marzo, la Festa della donna. La scelta fu fatta nel 1946, da un'idea di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei che proposero di usare la mimosa, poco costosa e accessibile a tutti, al posto delle violette, ancora oggi regalate in molti altri paesi in occasione della ricorrenza, ma troppo costose per festa considerata tradizionalmente proletaria.

Mimosa

3. La torta mimosa

Sapevate che il colore e la forma della Mimosa sono state di ispirazione per la Torta mimosa, inventata da   un grande pasticciere italiano, Adelmo Renzi, originario della provincia di Rieti? Il debutto ufficiale della torta poi, sarebbe stato nel 1962, a Sanremo: Renzi con la sua creazione vinse un concorso dolciario e le diede il nome torta mimosa per omaggiare la città dei fiori dove veniva ampiamente coltivata. Ecco la sua storia.

torta mimosa

4. I luoghi di Francesco Biamonti

Francesco Biamonti, scrittore ligure di San Biagio della Cima, in provincia di Imperia, è, unanimemente considerato lo scrittore della luce. Elogiato da Italo Calvino, che presentò il suo romanzo L'angelo di Avrigue, primo della tetralogia Einaudi, approdò tardi alla letteratura, ma fu uomo di studi e cultura profondi. Schivo, laconico, assomiglia ai suoi personaggi, gente di frontiera, tutti con un assoluto, abbacinante destino.
Su Biamonti corrono molte leggende, come quella che coltivasse mimose e curasse uliveti. In realtà aveva una grande conoscenza della botanica. Ma in una intervista, aveva dichiarato di essersi rassegnato alla grande gelata del 1985 che gli distrusse molte delle sue settecento piante di mimosa, perché «Abbandonarle mi rincresceva, ma scrivere non mi lasciava più il tempo di coltivarle». Dopo L' angelo di Avrigue che è del 1983 si dovette attendere il 1991 per leggere Vento largo. Vennero poi Attesa sul mare (1994) e Le parole la notte (1998). Morì nel 2001.

Francesco Biamonti

5. Sagra della Mimosa

Ogni anno a Pieve Ligure, la prima settimana di febbraio, si svolge la Sagra della Mimosa, una grande festa tra colori, profumi e voglia di primavera. Con il concorso fotografico, la Corsa in Giallo e la sfilata dei carri fioriti, la Sagra della Mimosa è diventato uno degli appuntamenti più amati in Liguria. Ne ha parlato recentemente anche il New York Times in un articolo sul Golfo Paradiso considerato una delle mete più belle del mondo

Sagra della Mimosa, Pieve Ligure

6. Come farla durare più a lungo

Per fare durare più a lungo la mimosa ecco qualche semplice accorgimento: rimuovere i fiori dall’involucro di plastica in cui vengono regalati.
Metterla a bagno in acqua pulita, meglio se inacidita con l’aggiunta di un paio di gocce di limone.
Posizionarla in piena luce e in ambiente umido e  vaporizzare acqua fresca sui fiori: la mimosa rilascia molta acqua durante la traspirazione quindi la grande perdita di liquidi potrebbe la fa seccare presto.

mimosa