Il 22 dicembre emozione e tradizione per la cerimonia del “Confeugo” nel cuore di Genova. Un rito secolare tutt’oggi amato e condiviso come auspicio

Una grande festa tra tradizione e realtà, tra musica e balli, sabato 21 dicembre 2019 a si rinnova a Genova il rito del Confeugo, una cerimonia antica e suggestiva ma sempre viva nel cuore dei genovesi.

“Ben trovòu messê ro Duxe”.

“Ben vegnûo messê l’Abbòu”.

Sono le parole pronunciate dall'Abate del popolo e dal Doge nell’antica cerimonia del Confeugo, scambiandosi un profumato tronco d’alloro.

Nata circa nel 1300, veniva celebrata a Genova, dove sanciva l’alleanza tra i poteri nella città: il Doge, appunto, e gli Abati delle podesterie del Polcevera, di Voltri e del Bisagno che, con il tempo, avevano acquisito autonomia tale da preoccupare l'autorità civile e religiosa. Con la cerimonia del Confuoco, le delegazioni sotto il potere genovese davano dunque segno di obbedienza al Doge e fugavano ogni dubbio. Nel ponente ligure viene officiata ad Lusignano d'Albenga, Pietra Ligure, Noli, Savona, Varazze e Arenzano; nel levante a Uscio, Recco, Santa Margherita Ligure, Rapallo, Chiavari, Lavagna e Riva Trigoso.

Abolita nel 1499 durante il dominio francese, venne ripristinata nel 1530 e successivamente di nuovo sospesa nel 1637 finchè venne ripresa definitivamente nel 1923 a cura dell’associazione A Compagna per tutelare le tradizioni genovesi e si celebra il sabato che anticipa il Natale.

Oggi è dunque il presidente de “a Compagna” a impersonare l’Abate del Popolo e incontrare l'attuale Doge, il Sindaco di Genova, davanti Palazzo Ducale, per regalargli un tronco d'alloro ornato con fettucce e fiori.

Il grosso tronco di alloro viene poi dato alle fiamme: è un fuoco propiziatorio, tutti si aspettano una fumata bianca e dritta, simbolo di buona fortuna per la città e un tempo si faceva a gara per conservare i tizzoni, considerati taumaturgici.

Informazioni da: Paolo Giardelli, Il cerchio del tempo, Sagep, 1991