Un luogo magico dove il tempo si è fermato

Immersa nel verde e nei panorami del torrente Borzone, l'Abbazia di Borzone è una delle architetture religiose più belle della Liguria.

Le origini dell’abbazia di Sant'Andrea di Borzone sono avvolte nel mistero: scarse sono le fonti scritte e, ancor di più, le chiese con cui poterla comparare. Alcuni studiosi sostengono, basandosi anche sull’analisi archeologica delle murature a bugnato della parte inferiore della torre, che la fondazione sorse nell’ VIII secolo su di un castrum bizantino, a sua volta costruito riutilizzando materiale già presente in loco, ossia proprio quelle pietre a bugnato la cui complessa tecnica di lavorazione sembrerebbe risalente ad epoca Romana. 

La  chiesa sarebbe forse nata per volere di Liutprando, re dei Longobardi dal 712 al 744 d.C. Altri spostano la fondazione attorno all'anno Mille e all'espansione in zona delle pertinenze del Monastero di Bobbio. Altri ancora considerano la data incisa sulla lapide in marmo murata su un fianco della torre, come quella della effettiva costruzione della chiesa attuale. Vi si legge, infatti, che l’abate Gerardo dei Signori di Cogorno “fece fare” chiesa e torre nel 1244, ma è più probabile che ciò si riferisse concisamente ad un importante restauro, uno dei tanti subiti dall’antico monastero. Infatti, oltre ai molti dubbi sollevati su tale ipotesi dall’analisi archeologica, è certo che, già nel 1184, Ugone della Volta, arcivescovo di Genova, aveva istituito la Abazia parrocchiale e plebana di Sant’Andrea di Borzone, affidandola  al benedettino Lantelmo della congregazione francese della Chaise Dieux.

La chiesa è a navata unica, con una struttura architettonica assolutamente originale: composta da pietra e mattoni, entrambi con funzione portante e disposti secondo un ben preciso disegno, sia all’esterno che all’interno dell’edificio. L’originaria tessitura muraria interna fu parzialmente riportata a nudo con i lavori di restauro eseguiti tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, dall’allora “Soprintendenza ai  Monumenti”.  La sopraelevazione barocca e la nuova copertura a volta a botte furono realizzate nel XIX secolo.

L'Abbazia merita una visita: se si è fortunati si potrà incontrare Padre Fabris unico monaco presente.