Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore e Monterosso. Le Cinque Terre sono sinonimi di bellezza ed eleganza, fotografate da italiani e stranieri che quotidianamente le visitano, sono la meta preferita per chi desidera vivere un’esperienza sospesa fra mare e terra.

La difficoltà di accedervi in auto unitamente alla carenza di parcheggi rende il treno il mezzo migliore per poter visitare questi cinque coloratissimi borghi patrimonio dell’umanità. Il “5 Terre Express” serve la tratta che comprende le Cinque Terre e permette con un unico biglietto di scendere e risalire in qualsiasi stazione. Potrete così vivere un’esperienza di viaggio unica ogni volta.   

Una volta arrivati a destinazione le possibilità che avete sono molte: da un trekking su itinerari con panorami mozzafiato, come il Sentiero Azzurro o il Sentiero Alto, passando per alcuni momenti di relax in spiaggia a Monterosso o in qualche ristorante tipico nei caruggi a picco sul mare. Se vi rimane ancora un po’ di tempo, poi, potete prendere uno dei battelli che partono dai borghi per raggiungere Portovenere, altro agglomerato di casette colorate, simile alle Cinque Terre ma situato in posizione più pianeggiante. Lì potrete godere di bellezze storiche, come il Castello Doria, testimonianza dei fasti dell’antica Repubblica di Genova, oppure in pochi minuti di barca raggiungere l’Isola Palmaria, antistante il borgo, con le sue falesie e le grotte sul mare.

Per maggiori informazioni: Tariffe

Niente rumori né frenesia. A dominare il paesaggio solo il verde degli alberi, l’azzurro del mare e del cielo e tanti, tanti fiori colorati. Un viaggio attraverso tre valli che vi porterà in meno di un’ora sui monti alle spalle della città; con partenza dal centro di Genova, esiste un itinerario in treno sospeso fra passato e presente, dove ogni cosa, anche la più ordinaria, può stupire. Tutto ciò è il Trenino di Casella.

Inaugurata nel 1929, dal punto di vista tecnico si tratta di una linea a scartamento ridotto: è infatti di 1000 millimetri, inferiore ai consueti 1435. Nonostante sia una linea di montagna, con pendenze che raggiungono anche il 45 per mille, è completamente elettrificata. Punto di riferimento per gli appassionati di treni, presenta in meno di 25 chilometri di percorso alcune caratteristiche che la rendono una linea davvero unica: viadotti, ponti, gallerie, passaggi a livello e un’alternanza di paesaggi che vanno dai panoramici con vista mare ai campestri.

Appuntamento, allora, in Piazza Manin, a Genova nel quartiere di Castelletto, per iniziare un viaggio lungo la Ferrovia delle Tre Valli. Il treno costeggia le mura medievali della città, in Valbisagno, poi sconfina in Valpolcevera e, infine, scavalca il torrente Scrivia, che attraversa l’omonima valle. In totale, lontano dalla costa, attraversa ben tredici gallerie nell’Appennino Ligure e nove centri storici, oltre alle stazioni capolinea.

Lungo la linea Genova-Casella ai normali treni pendolari si affiancano trenini storici: è possibile, infatti, che abbiate l’occasione di percorrere lo stesso itinerario su un vagone dei primi del Novecento, vivendo l’esperienza in modo ancor più emozionante e coinvolgente. In questo caso sarete trainati dalla più antica locomotiva elettrica italiana, classe 1924, verniciata di rosso brillante e restaurata per farle vivere una nuova epoca.

Per maggiori informazioni: Ferrovia Genova-Casella

Ventimiglia è il punto di partenza perfetto per un viaggio nella Val Roya. Grazie alla ferrovia Cuneo-Limone-Ventimiglia è infatti possibile viaggiare nel tempo lungo un percorso sui binari considerato fra i dieci più belli del mondo. L’idea della ferrovia è attribuibile alla Casa dei Savoia quando, ancora regnante sul Piemonte e sulla Contea di Nizza, aveva bisogno di un accesso al mare per implementare gli scambi commerciali.

Fu Cavour in persona che, nel 1853, presentò una richiesta ufficiale al Parlamento Piemontese per la costruzione di una linea ferroviaria fra Torino e la Costa Azzurra. Destino volle che questa linea, percorribile ancora oggi, venne costruita per un pezzo anche in Liguria.

Basta allora recarsi alla stazione di Ventimiglia e prendere il treno verso Cuneo. Lungo il percorso si susseguono un borgo dopo l’altro: il primo è Bevera, frazione di Ventimiglia nota per l’alternarsi del giallo della mimosa al verde degli ulivi; poi Airole, borgo costruito intorno a una collina circondata da montagne; quindi Olivetta San Michele, appena fuori dal Colle di Tenda e quasi al confine francese. Qui, dopo aver apprezzato le bellezze dell’entroterra imperiese, si sconfina in Francia per proseguire il viaggio lungo questa storica linea.

Per maggiori informazioni: Trenitalia - Sncf

Se in origine le linee ferroviarie tagliavano i paesi della costa ligure, col tempo si è preferito spostarle più a monte per liberare i centri urbani dal ruggire di quel “mostro strano” così caro a Guccini. Il risultato sono stati chilometri e chilometri di strada lungo la costa rimasti inutilizzati per molti anni. Col passare del tempo, però, alcuni tratti delle ferrovie oggi dismesse sono state restaurate e sono diventate passeggiate a mare e piste ciclabili. Il fascino della costa che sfreccia davanti ai finestrini non è dunque tramontato: oggi è infatti possibile servirsi del treno per raggiungere le estremità della nostra regione e tornare indietro sulle due ruote.

Il primo itinerario che vi proponiamo, che unisce il piacere del viaggio in treno con il relax di una pedalata lungo la costa, si serve della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia. L’itinerario offre 24 chilometri di pista ciclopedonale in riva al mare, recuperata dall’ex tracciato ferroviario del Ponente Ligure. Si attraversano i comuni di Ospedaletti e San Lorenzo al Mare, passando per Sanremo. Lungo il percorso ci sono numerosi accessi alle spiagge, punti di ristoro e noleggio bici. Per chi dovesse partire da Genova, ci sono diverse soluzioni lungo tutto l’arco della giornata: per poter godere della bellezza della  pista ciclabile della Riviera dei Fiori basta prendere il treno direzione confine e scendere a Ventimiglia.

Dall’altra parte della regione, invece, c’è un altro percorso, raggiungibile grazie al treno che da Genova va verso La Spezia. Si tratta di un percorso accessibile a tutti, esperti e non: la pista ciclabile Maremonti, fra Levanto, Bonassola e Framura. Il percorso, recuperato dalla vecchia ferrovia, unisce tre dei borghi più belli della Liguria di levante sui quali si hanno viste mozzafiato a pochi metri sul livello del mare. Le gallerie, un tempo utilizzate dal treno, sono state oggi completamente restaurate e illuminate così che i ciclisti e i pedoni possano procedere in tutta sicurezza; sono inoltre state dotate di punti di accesso a spiagge e calette nascoste.

Sempre partendo da Genova, scendendo alla stazione di Varazze avrete la possibilità di percorrere a piedi o in bicicletta le vecchie gallerie del treno che collegano Varazze, Arenzano e Cogoleto. Lungomare Europa è il tratto che unisce Cogoleto e Varazze: lungo 4,5 chilometri, ha un tempo di percorrenza di circa un’ora e mezza e si snoda su un sentiero adatto a tutti, asfaltato e pianeggiante. A Cogoleto, Lungomare Europa si collega con la passeggiata Fabrizio De Andrè, che vi condurrà ad Arenzano. Anche questo di semplice percorrenza, è lungo circa tre chilometri. Entrambe le passeggiate possono quindi essere percorse assieme, in un’unica soluzione.

Per maggiori informazioni: Trenitalia - Pista ciclabile - VisitLevanto - CogoletoInfo

Notevole pendenza e un intenso carico di merci: erano queste le caratteristiche principali, in origine, della linea ferroviaria integrativa della Genova-Torino, la linea dei Giovi, voluta a fine Ottocento perché la capitale del Regno d’Italia fosse dotata di un accesso al mare, individuato nel Porto di Genova.

Il prossimo itinerario in treno che vi proponiamo vi porta quindi alla scoperta della linea dei Giovi, che può essere considerata una vera e propria linea dei record: il percorso è infatti caratterizzato da una galleria dalla pendenza pressoché costante del 35 per mille. Per ovviare al dislivello, già nel progetto della prima tratta era stata inclusa la fermata di Piano Orizzontale, fra Busalla e Mignanego, che serviva per far sostare i treni in entrata e in uscita dalla galleria: nello specifico, in origine e fino al 1910, serviva per far raffreddare i freni ai treni merci discendenti e per fare vapore agli ascendenti. La galleria, inoltre, al momento dell’inaugurazione era la più lunga al mondo e, coi suoi 3,5 chilometri, è ancora oggi la più lunga che sia mai stata scavata con la sola forza delle braccia.

Il problema della pendenza fu brillantemente risolto dall’ingegnere Germain Sommeiller, noto per aver diretto i lavori del traforo ferroviario del Frejus, con la creazione del mastodonte dei Giovi, una locomotiva a vapore costruita accoppiando due locomotori separati che, assieme, sviluppavano la potenza necessaria per proseguire senza particolari problemi.

Ancora oggi la linea è percorribile e gli appassionati dei treni possono percorrere l’itinerario su treni storici che periodicamente, in occasione di ricorrenze o eventi speciali, vengono rimessi a correre sui binari.

Per maggiori informazioni: Mastodonte dei Giovi - Trenitalia

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