Un romanzo su coraggio, romanticismo e naturalezza: è questa la mostra “I marinai baciano e se ne vanno”, al CAMeC della Spezia fino al 15 aprile 2018

Amo l’amore dei marinai
che baciano e se ne vanno.
Lasciano una promessa.
In ogni porto una donna li attende:
i marinai baciano e se ne vanno

Con il vento a favore e lo sguardo ricolmo di speranze, rivolto verso l’orizzonte come metafora del futuro: da sempre i marinai hanno fotografato e si sono fotografati. Un tempo con le prime snapshot cameras di Kodak e Agfa, oggi con i più moderni strumenti che la tecnologia mette a disposizione, gli uomini del mare hanno raccontato e raccontano tutt’ora il mito della maestosa avventura, dell’eterna giovinezza e del seducente coraggio.

È questo ciò che traspare dagli oltre 250 scatti esposti negli spazi del CAMeC, Centro di Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, nella mostra “I marinai baciano e se ne vanno”, verso tratto dalla celebre poesia Farewell di Pablo Neruda. La mostra, visitabile fino al 15 aprile 2018, raccoglie scatti provenienti da Europa, America, Giappone e Indocina, e racconta con straordinaria sincerità ogni momento della vita di marinai-fotografi dalla fine dell’Ottocento a metà del Novecento.

La mostra si fa interprete della photographie anonyme, ultima tendenza della fotografia internazionale, e nessuna città come La Spezia, sede dell’Arsenale Marittimo e della Base Navale della Marina Militare, sarebbe potuta essere miglior cornice per un romanzo fotografico scritto dagli stessi marinai. Romanzo che prende ispirazione dall’iconico “Bacio di Time Square” di Alfred Eisenstaedt, un tanto fugace quanto romantico incontro fra un giovane marinaio dell’US Navy e un’infermiera nel giorno della fine della Seconda Guerra Mondiale. Come in quello scatto, così nella mostra “I marinai baciano e se ne vanno” il tempo sembra essere sospeso in un momento fatto di naturalezza, innocenza e intimità, mentre tutto intorno scorre incessantemente.

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