Sul tappeto rosso nel nome di Claude Monet, magari sbocconcellando una michetta o un fugasun (o pissa cun e erbe).

Il red carpet a Dolceacqua propone due percorsi nel tempo e nella storia dell’arte. Il primo tappeto si adagia sulla campata del ponte simbolo del borgo, quello che il pittore impressionista definì un “capolavoro di leggerezza”, restandone tanto colpito da ritrarlo in ben due opere durante il suo soggiorno nella capitale della Val Nervia.

Il secondo quadro ritrae il ponte e il Castello dei Doria: proprio all’ingresso dell’imponente costruzione, che sorveglia il borgo dall’alto, è posto il secondo red carpet.

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