Nella prestigiosa dimora cinquecentesca della Meridiana, una straordinaria mostra che racconta il particolare rapporto tra Genova e i pittori fiamminghi.
Un’esperienza pittorica che segnò la storia dell’arte europea

“Grande per la Fiandra era la fama di Pietro Paolo Rubens, quando in Anversa nella sua scuola sollevossi un giovinetto portato da così nobile generosità di costumi e da così bello spirito nella pittura che ben diede segno d’illustrarla ed accrescerle splendore.” Giovanni Pietro Bellori (1672)

Il discepolo prediletto di Rubens, il futuro ritrattista delle corti europee e genio artistico nell’età dell’oro, giunge a Genova il 20 novembre del 1621, prima tappa italiana di un lungo viaggio formativo.

Ad accogliere il giovane ventenne, una città in espansione commerciale e in rigoglioso sviluppo artistico. Inizia subito a ritrarre gli esponenti più importanti nell’ascesa politica, sociale e commerciale della Repubblica Genovese. I suoi dipinti esaltano il prestigio, la bellezza, gli splendori delle vesti, i decori, i tratti fisici e psicologici di una committenza ansiosa di essere immortalata come simbolo di questo periodo. 

Un’esperienza unica e irrepetibile che pone Genova al centro di un crocevia artistico eccezionale, che porta in Italia i grandi maestri della pittura fiamminga.

Van Dick soggiornerà a Genova fino al 1627, costruendo un intenso e significativo rapporto con questa città.

Cosa vide? Chi incontrò? Chi furono i suoi committenti? Con quali connazionali collaborò per far fronte alle numerose richieste dell’aristocrazia e borghesia locale? A tutte queste domande cerca di rispondere la mostra Van Dyck e i suoi amici, fiamminghi a Genova 1600 – 1640, in programma dal 9 febbraio al 10 giugno 2018 presso il Palazzo della Meridiana.

Oltre 40 opere provenienti da musei e collezioni private, per ricostruire questo eccezionale periodo storico artistico.

Otto i preziosi dipinti di Van Dyck, che testimoniano la sua sorprendente arte ritrattistica, e la sua magnifica interpretazione della mitologia e del sacro lasciando un segno indelebile nel solco della pittura genovese.

E poi opere di Guilliam van Deynen, il primo fiammingo documentato a Genova nel Seicento; Cornelis de Wael, suo fratello Lucas e suo nipote Pieter Boel; il paesaggista Jan Wildens con due opere di collaborazione con De Wael; Jan Roos con uno straordinario inedito a quattro mani con Van Dyck, suo cognato Giacomo Legi e il suo allievo genovese Stefano Camogli di cui si presenta un’inedita opera firmata; Vincenzo Malò, allievo di Rubens ad Anversa e maestro di Anton Maria Vassallo a Genova. Nomi di grandi pittori nordici che vissero, transitarono nel periodo aureo della Repubblica, che tracciarono in una sperimentazione e condivisione con altri pittori locali l’estro artistico che andava diffondendosi in tutta Europa. E Genova era al centro di questo universo.