Un pranzo sano, leggero e originale senza rinunciare ai piaceri della gastronomia locale e tradizionale, grazie ai prodotti della terra che hanno reso eccelsa l’arte culinaria ligure.

L’atmosfera di festa avanza, tra decori, preparativi, regali e running dell’ultimo minuto: tutti in attesa di scoprire le delizie che allieteranno la tavola di Natale. Sapori, profumi, gusti della tradizione per un giorno che unisce e concede qualche strappo alle regole: si mangia … le diete seguiranno. Ma cosa mangerete? Il menù di Natale è sempre ricco, un trionfo di stile, eleganza e di gusti; ma per chi non mangia carni, e pesci? Ci abbiamo pensato noi. Ecco il menù di Natale per i vegetariani con ogni tipo di leccornia dal salato al dolce.

Apriamo le danze con la fugassetta, la rustica focaccia di granoturco dal sapore deciso e friabile, per incontrare subito dopo i fratifoglie di cavol verza ripiene di pinoli, uova, formaggio, pan grattato e servite in un raffinato brodo vegetale; dalla minestra liquida, come vuole tradizione, si passa alla minestra asciutta con i croxetti le lasagnette tonde e ricamate, simili a piccole monete d’oro, condite con il re delle salse liguri, sua maestà il pesto alla genovese.
Continuiamo con le armoniche tonalità arancioni della torta di zucca: sfiziosa, semplice quanto prelibata per palati sopraffini. Accompagnate a questa gustosa torta due contorni tipici che nascono negli orti liguri come i morbidi e teneri broccoli lavagnini, cotti al vapore per non perdere nessuna caratteristica organolettica, e le famose radici di Chiavari, simili a lunghe carote bianche che non possono mancare nel banchetto di Natale.
E dopo i secondi lasciatevi rapire dai profumi del San Sté, il formaggio color paglierino dall’aroma lievemente dolce, e dal bruno rossiccio della toma di Mendatica. Spazio ai dolci con due dessert d’eccezione!
I cobeletti, i piccoli dolci di pasta frolla farciti con marmellata, e dal ricco, gustoso e prelibato pandolce, simbolo intramontabile della pasticceria genovese, che con i suoi canditi, uvetta e pinoli si presta oltre ad essere consumato una simpatica consuetudine propiziatoria, un augurio per tutti commensali. Chiudiamo in bellezza con le pere martine, che venivano raccolte in autunno per essere consumate in inverno, dalla polpa ruginosa e color crema, ideali per un rito come il pranzo di Natale. E ricordatevi di addobbare la sala e la tavola da pranzo come da tradizione: noci, mandarini, ramoscelli di erica, alloro e rosmarino.

Menù 

Focaccia di granoturco

Frati in brodo vegetale

Croxetti al pesto

Torta di zucca

Cavolo Broccolo lavagnino al vapore

Radici di Chiavari

Formaggio di San Stè e Toma di Mendatica

Cobeletti

Pandolce

Frutta secca

Pere martine allo sciroppo